venerdì 11 agosto 2017

Tag: il questionario di Proust


Una volta, a cavallo tra '800 e '900 per essere social bisognava frequentare i "salotti".
Un ritrovo eterogeneo di personaggi più o meno scelti, che animavano la serata discutendo di un tema con gli ospiti.
C'erano salotti intellettuali e salotti scandalosi. Io, dovendo scegliere, avrei frequentato i secondi.
Comunque, alla maniera dei social, i salotti avevano le loro mode, le loro condivisioni e uno di quelli che oggi chiameremmo "Tag virali", al tempo fu il questionario di Proust.


Funzionava così: una serie di domande secche e sempre uguali alle quali gli intervenuti, in base alle proprie esperienze e convinzioni personali dava risposte. Il fine del gioco era confrontare le risposte e tracciare i profili delle personalità partecipanti.
E quindi ho pensato, se dovessi fare un tag, perchè non proprio quello inventato da un collega (se Marcel permette di essere considerato tale senza rotolarsi nella tomba come uno spiedo)?
Naturalmente, un tag è tale solo se condiviso, quindi COPIATENE E INCOLLATENE TUTTI, come disse un simpatico ragazzo con i capelli lunghi a una cena, circa 2000 anni fa, dalle parti di Gerusalemme.
1 - Il tratto principale del tuo carattere.
L'autoironia.
2 - La qualità che preferisci in un uomo.
La determinazione.
3 - La qualità che preferisci in una donna.
Il sapersela cavare in qualsiasi situazione.
4 - Il tuo principale difetto.
L'incostanza. E la retenzione idrica.
5 - Il tuo sogno di felicità.
Ne ho tanti, ma se realizzati non saprei dire se poi sarei davvero felice. Preferisco continuare a sognare.
6 - Il suo rimpianto.
Non ero lì quando la mia nonna se n'è andata. A quello non c'è modo di fare ammenda.
7 - L'ultima volta che hai pianto.
Guardando il film dell'orsetto Paddington. Gente, ci sono dei momenti davvero toccanti. Non è un film per bimbi, fidatevi!

8 - L'incontro che ti ha cambiato la vita?
Parlando a livello metafisico, quello con il pensiero artistico di Marcel Duchamp. Una volta che hai a che fare con il dadaismo non puoi più guardare il mondo allo stesso modo. Per intenderci, Duchamp è quello che ha fatto i baffi alla Gioconda.
9 - Sogno ricorrente?
C'erano i fratelli Gallagher. Di più non dico.
10 - Il giorno più felice della sua vita?
Quando ricevetti la prima mail di Newton Compton Editori per "Matrimonio di convenienza". Sono scontata? Pazienza.
11 - E il più infelice?
Ho rimosso. Tanti ne ho passati, tanti arriveranno, a nessuno darò mai la soddisfazione di avere il podio.
12 - La persona scomparsa che richiamerebbe in vita?
Fernando, uno zio morto quando ero troppo piccola per imparare a conoscerlo ma del quale, ancora oggi, mia madre mi racconta aneddoti spassosissimi. Uomo dalla personalità straripante.
13 - Quale sarebbe per te la disgrazia più grande?
Non riuscire più a comunicare con le persone. La comunicazione è tutto, gente.
14 - La materia scolastica preferita?
Inglese e geografia. All'università, invece, storia dell'arte.
15 - Città preferita?
Anche se mi è più affine la Spagna, il mio cuore batte per Londra.
16 - Il colore preferito?
Vado a periodi, come Picasso. Giallo, rosso, rosa... prediligo quelli accesi.
17 - Il fiore preferito?
Io ho il pollice nero, uccido anche i cactus. Preferisco i mazzi di basilico.
18 - Bevanda preferita?
Tutto quello che contiene mango o frutto della passione.
19 - Piatto preferito?
Preferisco il salato al dolce, ma più che un piatto io perdo la dignità per un tagliere di salumi e formaggi.
20 - Il tuo primo ricordo?
Io che strappo i gerani di mia nonna. Avevo un anno.
21 - Se avesse qualche milione di euro?
Entrerei da Louboutin e direi "Un paio di tutto. Trentotto e mezzo.".

22 - Libro preferito di sempre?
Il petalo cremisi e il bianco di Faber.
23 - Libro preferito degli ultimi anni?
Come una rosa d'inverno della Donnelly.
24 - Autori preferiti in prosa?
Ken Follet e Sophie Kinsella.
25 - Poeti preferiti?
Ammetto di sapere poco di poesia. Ammiro Leopardi perché era una rockstar ante litteram. Non si piegava al sistema e anche se gli editori gli chiedevano poesie allegre e felici lui insisteva a scrivere del disagio.
26 - Cantante preferito?
Ne ho diversi e per generi diversi. Se la giocano Alice Cooper, Florence + The Machine e i Doors.
27 - Pittore preferito?
Vedi sopra. Marcel Duchamp. Anche Rothko, però, non lo disdegno.
28 - Eroe o eroina immaginario?
Rossella O'Hara.

29 - Eroi della vita reale?
Non credo negli eroi.
30 - La cosa che odi di più?
La pesantezza, in tutto.
31 - Personaggio storico più disprezzato?
Tanti sono tutti morti, a che serve odiarli? Preferisco tenere le mie energie per altro.
32 - Il dono di natura che vorresti avere?
La vedenza.
33 - Come vorresti morire?
Non è qualcosa a cui penso di solito, ma se proprio devo dire, mangiando babbà, sfugliatelle e cannoli.
34 - Le colpe che t'ispirano indulgenza?
La vendetta.
35 - Il tuo motto?
La vita è troppo corta per prenderla troppo sul serio.

Sentitevi liberi di rubarlo! Facciamo felice Proust, facciamo un po' di salotto!

martedì 1 agosto 2017

IL BLOCCO: come uscirne.

Per quello del collo, fatevene una ragione, è l'età. Dovevate dare retta a mamma quando vi diceva di asciugarvi i capelli.
Per quello dello scrittore, invece, potete continuare a leggere.
Innanzitutto va fatta una dovuta premessa: chiamarlo blocco dello scrittore è una facile generalizzazione e generalizzare è una tendenza di chi ama il dramma. Io, non so se si è capito fino adesso, non amo il dramma. Stiamo leggeri, che di pesante c'è già la vita.
Ora, nella mia modesta e ristretta esperienza, mi sono trovata a fissare il cursore lampeggiante sullo schermo senza avere idea di cosa digitare.
Questo, chiamiamolo tiro improvviso del freno a mano, ha tre radici diverse che andremo a distinguere perché qui parliamo di fatti.
Blocco di tipo 1: BLOCCO CREATIVO.

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Questo è il più grave. è collegato alla totale, o parziale, mancanza d'idee che impedisce di sviluppare la storia.
La mia opinione è: o la storia che ho in mente non è abbastanza buona, o non l'ho ancora "digerita".
Se non è abbastanza buona, si può fare una cosa sola: chiudere il file e trascinarlo nel cestino. Inutile tenerlo lì sul desktop, ogni volta che accendi il pc troveresti quel file a ricordarti della tua mediocrità, perché farsi del male?
Una storia non digerita, invece, ha una buona base. Come lo so? Perché mi emoziona e mi carica come un fucile l'idea d'iniziare a scriverla, la sento mia, mi ci sento dentro. Però il non averla digerita produce come effetto quello di avere una trama con molti buchi, azioni ingiustificate, e mancano i collegamenti, quindi ha bisogno di essere elaborata ancora nella mia immaginazione prima di vedere la luce.
Che faccio in questi casi? Faccio altro. Word non lo apro neanche, zero appunti, nada schemi, nulla di nulla.
1 - Pulisco casa: le mie reminiscenze di feng shui testimoniano che la pulizia esteriore compie anche una pulizia interiore;
2 - Mi dedico a intense sedute di bellezza e benessere (col grande apprezzamento del mio ragazzo);
3 - Guido: radio accesa e vado dove mi porta la strada. Le idee iniziano ad arrivare;
4 - Dipingo: nel senso che mi dedico ad un altro hobby creativo che mi tiene impegnata la testa. Creare è importante per sentirsi soddisfatti di se stessi. Magari il giardinaggio ha lo stesso effetto per qualcun'altra o lo sport....non lo so, quello che vi pare;
5 - Cucino: l'anima va nutrita e anche il corpo. Ma non andate sul classico ricettario di famiglia, qui stiamo cercando di spezzare la routine! Sperimentate e usate nuovi ingredienti.
Ora che è passata la paura e siamo di nuovo creativi, vediamo una forma meno grave di blocco.
Blocco n.2: BLOCCO STILISTICO.

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Si differenzia dal primo perché in questo caso la storia in testa ce l'ho tutta e chiara, solo non mi soddisfa come ho messo giù il determinato passaggio.
Scrivo e riscrivo lo stesso capitolo più volte ma non scatta mai la scintilla. Cancello e riscrivo e ancora niente.
In questo caso bisogna affidarsi ai professionisti, cioè gli altri scrittori. Cerco qualche romanzo che ho amato (possibilmente non recente) e inizio a disaminare lo stile dell'autore, facendo una vera e propria analisi del testo, cercando di catturare gli elementi che fanno funzionare i suoi momenti catartici.
La stessa cosa funziona anche con i film e le serie TV. A volte basta solo il trampolino giusto per saltare dall'altra parte.
Blocco n.3: BLOCCO NARRATIVO.

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Qui siamo proprio dentro la storia e ci troviamo in un punto in cui l'azione stagna. Non succede nulla, l'atmosfera è piatta e i dialoghi stentano.
Per movimentare la situazione ci sono alcuni stratagemmi che possono essere inseriti per dare un plot twist alla storia:
-Morte: un personaggio che se ne va costringe l'autore a gestire diversamente quelli che restano. Chi meglio di George Martin per Trono di Spade  ha utilizzato questo trick? Nessuno. Lui fa fuori i suoi personaggi con la facilità con cui li crea.
-Sesso: una sbronza, una passione sopita, un ritorno di fiamma...quale che sia il motivo, se metti a letto due personaggi la storia ingrana in una direzione nuova. Il sesso cambia tutto nella vita vera, figuriamoci in un romanzo... Non serve nemmeno che ve lo dica.
-Il ritorno: ovvero "La carrambata". Un personaggio (inventato di sana pianta) ritorna nelle vite dei nostri protagonisti dopo una lunga assenza. E questo personaggio si porterà dietro il mistero della sua lontananza, il mistero del suo rientro inaspettato e l'impatto che ha la sua presenza per tutti gli altri... qualcuno lo amerà, qualcun altro lo odierà.
- La festa: che sia un matrimonio, che sia un evento aziendale, che sia un ritrovo di famiglia o una riunione di ex alunni, pigliare tutti i personaggi e metterli insieme (magari con un po' di champagne) è un innesco facile facile per tirare fuori un po' di azione. Tutti hanno segreti e, strano ma vero, alle feste vengono sempre fuori.

Blocco creativo, blocco stilistico, blocco narrativo, digestivo, intestinale, qualunque esso sia, se ne esce sempre.
Tranne Elvis Presley, lui è morto costipato.