sabato 22 aprile 2017

10 modi per innamorarsi


Non sono mai stata la prima della classe. Non sono mai stata neanche l'ultima.
Diciamo che mi collocavo in quella fascia intermedia che se la cavava facendo dell'arte della sopravvivenza una regola di vita.
Prendiamo per esempio le ore di letteratura: partivo sempre motivata per prestare attenzione, ma nel giro di dieci minuti mi ritrovavo a sfidarmi a sudoku diabolici con il mio compagno di banco. 
Lui era (e ho il sospetto che lo sia ancora) un matematico puro, pertanto allergico a seguire le materie umanistiche. Io non ho la stessa scusa, solo una soglia dell'attenzione decisamente bassa.
Però, ad una lezione sono stata attenta e non me la scorderò mai: quella sui topoi letterari.
Il topos è, per dirla in breve , un luogo comune, o meglio un elemento ricorrente in uno schema narrativo.
Alcuni esempi, per chiarirci, sono: il locus amoenus, ossia il giardino delle delizie o più in generale un posto piacevole; l'eroe dai poteri soprannaturali; la ricerca disperata di qualcosa; amore e morte; il sopravvissuto, eccetera...
Nell'ambito del romanzo rosa, dove l'amore (tanto o poco) non manca mai, ci sono degli inneschi consolidati che si ripetono e gettano le basi di quello che sarà il "vissero per sempre felici e contenti".
Questi che vi elenco sono dieci meccanismi, inquadrabili a mio parere come topoi del rosa, spesso utilizzati per scatenare l'amour.
#10 - Dei & mortali: apriamo in grande stile con un topos che arriva dritto dritto dal mito greco. Un Dio e una mortale, per un casuale incontro transdimensionale finiscono per innamorarsi mettendo a repentaglio le proprie posizioni con quello che è un amore impossibile. Il mito, oggi, è stato modernizzato e invece di dei dell'Olimpo, ci troviamo con attori di Hollywood o cantanti di fama internazionale che perdono la testa per una ragazza/o qualunque. Di solito la vita del "dio" prende il sopravvento stravolgendo quella del mortale. (Notting Hill docet)

#9 - Non è il momento: di solito la Lei protagonista è single per scelta (sua o di qualcun altro non fa differenza), ma il caso vuole che si incontri/scontri con il Lui. Dopo una resistenza iniziale perchè non vuole storie, finisce per cedere al batticuore.
#8 - La schiava sessuale: questo topos degli ultimi anni entra a gamba tesa in classifica. Lui è bello, ricco, potente e un po' pervertito. Lei è giovane e innocente. Il crudo sesso diventa amore e  la relazione iniziata per dovere/contratto finisce con riso e confetti. 


#7 - La regola dell'amico (non sbaglia maaaaai):  Lui e Lei sono amici (d'infanzia, di università, vicini di casa... come vi pare), sanno tutto uno dell'altro eppure non stanno insieme. Non ci hanno mai neanche pensato. Però, di punto in bianco, quasi sempre quando Lei o Lui comincia a frequentare qualcuno, l'amico/a inizia a sentire una gelosia apparentemente ingiustificata che lo porta a macchinare di ogni per far saltare la neocoppia. Di solito l'happy ending arriva quando Lei e Lui capiscono, in fondo, di essersi sempre amati. 

#6 - Questione d'onore: questo trick arriva direttamente dai rosa regency e period in generale. La Lei si ritrova con l'onore compromesso dopo essersi trovata in una situazione scandalosa. Ai tempi per "situazione scandalosa" bastava finire sole senza chaperon in una stanza in compagnia di un uomo. In questo caso, di solito il Lui è un libertino tra i più scaltri della città, con una grande fortuna ($plash the cash) e anche un titolo nobiliare. Lui e Lei, per riparare all'oltraggio e salvare il buon nome della giovane sono costretti a sposarsi e il libertino senza scrupoli finisce per innamorarsi perdutamente (mai successo in vita sua) della bella giovane virtuosa. 
#5 - D.I.D: Come non citare la "Damigella In Difficoltà" che salvata dal Lui eroico di turno finisce per innamorarsene. Di solito è rapita dal Cattivone o braccata da una squadra di loschi figuri che l'ha presa di mira. L'eroe è tenebroso, maledetto e con un passato oscuro. La salva, ma la tiene a distanza perché "Non vado bene per te" però la purezza della D.I.D. lo mette in ginocchio con il cuore in mano. Quasi sempre c'è una scena finale in cui lui rischia la vita con grande disperazione della D.I.D. che dichiara il suo amore a gran voce (La bella e la bestia vi dice niente?)

#4 - Quello/a sbagliato/a: all'inizio del romanzo, il Lui o la Lei di turno è già in coppia con qualcuno. Per una serie di (s)fortunati eventi, Lui o Lei incontrano L'altro e pur sapendo che stanno incasinando la loro vita, si buttano in una relazione clandestina che quando viene allo scoperto, scatena il pandemonio. Esempio universale: lei è fidanzata, si sta per sposare e s'innamora del testimone. All'altare, alla domanda fatidica "Vuoi tu prendere....?", risponde "No" e scappa con quel farabutto del testimone.
#3 - L'inganno: Lui e Lei s'incontrano in un contesto in cui uno dei due ha per volontà o necessità alterato la propria identità (ma quante belle rime!). Si sviluppa una relazione dove Lui o Lei finge di essere qualcun altro, e la verità si scopre solo alla fine, con  di liti furiose che portano ad una tempestosa separazione prima di una scenografica riconciliazione.

#2 - Complici: uno dei due protagonisti del romanzo deve uscire da una situazione scottante, quindi deve chiedere un favore al Lui (o Lei) per cavarsi d'impaccio. Nell'evolversi delle peripezie in cui si trovano coinvolti, Lui e Lei capiscono che sta crescendo qualcosa e finiscono per cedere alla passione.

#1- Odio-Amore: grande classico che non poteva non piazzarsi in testa alla classifica. I protagonisti per un motivo o per l'altro si detestano e passano gran parte del romanzo a farsene e dirsene di ogni, finché, puff, un'epifania fa svoltare la relazione tra i due. Dopo un primo rifiuto della realtà, Lui e Lei si abbandonano all'evidenza dell'attrazione.

Sicuramente di situation ne ho scordata qualcuna ma queste dieci da me elencate credo siano esaustive. Si accettano suggerimenti.
E voi? Quali di queste sono le vostre preferite? 

sabato 15 aprile 2017

A qualcuna piace stronzo




Chi non l'ha incontrato, una volta nella vita, lo stronzo? E chi può dire di non esserci MAI cascata?
Lo "stronzo": come descrivere in modo esaustivo questo esemplare di maschio che sembra non conoscere estinzione?
Di solito lo stronzo non è stronzo e basta, ma questo atteggiamento è associato a una o più combinazioni delle seguenti caratteristiche:
1- Bello: tratto distintivo dei più comuni tra gli stronzi, derivante dal fatto di sapere di essere attraente, di possedere quel tipo di aspetto che fa voltare tutte le donne quando entra in una stanza.
2- Intelligente: non parlo del ricordarsi la tabellina dell'otto. Mi riferisco a quel sottile intelletto che stronca la conversazione di due ore con la potenza di una sola parola alla quale non si è proprio capaci di replicare. Sa tutto lui, ma non perché studia, ci arriva da solo senza sforzo.
3 - Potente: si ritrova in una posizione tale, per meriti, capacità o conoscenze non è dato sapere, da essere al di sopra di chiunque. Mette in soggezione e lo sa.
4 - Ricco: qualsiasi cosa tu abbia, lui ne ha due, più grosse e più belle (non ci sono doppi sensi in questa frase).
Ora, la polemica evergreen sul tema è: perché alle donne piacciono gli stronzi?
Innanzitutto, da donna devo mettere in chiaro che non lo facciamo apposta, e nessuna è mai stata attratta da uno stronzo che sia stronzo e basta.
La risposta io l'ho trovata in un'intervista di Ken Follet (mostro sacro al quale manderei il mio curriculum per la posizione di fermacarte, se ne avesse bisogno).
Ken disse che "It's about drama. We, human beings, create drama even when there's no drama in our lives. Gambling, for example, is synthetic drama. We play sports or we watch sports to bring drama in our lives: the disappointing when our football team loses or the happiness when winning is synthetic drama".
In parole povere, ci piace il dramma, il pathos, la tensione, il su e giù tipo montagne russe.
Lo storzo ha una reputazione che lo precede, e di solito una donna che inizia a sentirsi attratta da lui, viene messa in guardia dalle amiche con la classica frase "Guarda che è uno stronzo". Siamo sincere: questa frase ha mai salvato qualcuna?
Nonostante l'avvertimento, che a rigor di logica dovrebbe bastare a tenerci a distanza di sicurezza dallo stronzo, andiamo dritte per la nostra strada per il motivo spiegatoci dal saggio Ken Follet. We want drama.
Quando ci lasciamo coinvolgere in una relazione con uno stronzo, dentro di noi sappiamo già come andrà a finire: esultare per essere state notate, l'eccitazione della frequentazione, il disappunto per i suoi cambi d'umore, la rabbia per quella bugia di troppo seguita da lunghe sedute di analisi meditativa con le amiche per discernere ogni suo gesto e  ogni sua parola, infine concludere con "E' proprio uno stronzo".
Però abbiamo avuto il dramma.
Non a caso, lo stronzo è uno dei personaggi maschili più utilizzati nei romanzi, proprio perchè creano il famoso dramma.
Poi, lo stronzo dei romanzi, si rivela sempre un Lindor: duro fuori con cuore fondente al cioccolato e panna. Questo perché sono romanzi rosa, l'happy ending è d'obbligo e ci piace così.
Ci sono dei limiti anche all'essere stronzo, in alcuni casi la protagonista femminile (pur concedendo tutto al dramma) a volte rasenta l'idiozia nell'assecondare determinati atteggiamenti, ma questo è un mio parere strettamente personale.
Vogliamo fare dei nomi? Facciamoli! Gli stronzi letterari che, così, su due piedi mi vengono in mente sono:
- Mr. Darcy: la Austen, almeno all'inizio, ce la mette tutta per presentarcelo come uno stronzo, riuscendoci alla grande.
- Mr. Rochester: la Bronte (Charlotte) ha un bel coraggio a contrapporre alla delicata Jane Eyre, quello che nelle prime pagine del loro incontro risulta gustoso come un ghiacciolo salato.
- Heathcliff: da bambino forse no, ma quando ritorna, da adulto, ha tutte le carte in regola per piazzarsi nella top 3 degli stronzi letterari. Però, sbaglio io a metterlo in questo elenco, visto che Cime tempestose non è proprio un rosa.
- Mr. Grey: pur non essendo io un'estimatrice della saga delle cinquanta sfumature (ecco, l'ho detto), l'autrice sembra del tutto intenzionata a mostrarcelo come uno stronzo. Uno stronzo  con delle regole, però: lui ti fa il contratto! Altro che voucher!
- Mr. Knightley: torniamo alla Austen con il personaggio maschile di Emma. D'altra parte, la giovane Woodhouse ha un caratterino che per tenerle testa uno stronzo e intelligente ci vuole.
Questi, solo per dare un esempio, senza contare tutti i consumati libertini dei romanzi regency, con lunghi elenchi di conquiste alle spalle e nessuna voglia di accasarsi.
Per allungare la lista di cui sopra, si accettano suggerimenti.




martedì 11 aprile 2017

L'importanza di avere una playlist


Almeno per me, la playlist è fondamentale.
Fin da piccola sono sempre stata affascinata dall'accompagnamento musicale di sottofondo che mi permetteva di vivere più intensamente il film che stavo guardando. Mi aiutava a vivere la scena, a sentire il mood.
Poi, diciamocelo, ci sono film che sono diventati cult solo per la colonna sonora, uno per tutti Flashdance. La storia non è così memorabile ma sfido chiunque a stare fermo e muto mente Irene Cara intona What s feeling.
Questo pallino mi è rimasto e quando scrivo, che sia iPod, che sia iTunes, che sia YouTube o Spotify, musica ce n'è sempre. Quando scrivo, sì, ma anche quando cucino, quando faccio le pulizie, quando guido, sempre...
E di solito è così che inizia, con una canzone che mi sorprende facendo prendere forma, nella mia immaginazione, ad una sequenza di scene, o un nuovo personaggio, a uno scambio di battute che dà il "La" alla storia.
L'ispirazione va presa da qualche parte, c'è chi la trova nei film, chi nelle serie TV, chi nelle foto, chi in altri libri, io nella musica.
Un artista del Novecento che stimo molto per la sua rottura delle convenzioni è Marcel Duchamp, sì, proprio lui, quello che ha alzato un dito medio agli accademici mettendo i baffi alla Gioconda. Ho, se vogliamo, sposato una sua filosofia, facendola mia. Duchamp, estimatore dello scrittore  Raymond Roussel aveva stabilito che come pittore che "è meglio essere influenzato da uno scrittore che da un altro pittore". Nel mio caso, la frase diventerebbe "preferisco essere influenzata da un musicista che da un altro scrittore".
Con questo, si badi bene, non voglio portare un'offesa agli scrittori, come Duchamp non voleva denigrare gli altri pittori. Non è una presa di posizione per snobbismo, ma se vogliamo, di estremo rispetto. Io rispetto il lavoro di altri scrittori in quanto prodotto del loro intelletto, ma non voglio rischiare di copiarlo.
Poi la lista degli scrittori che leggo e mi piacciono è lunga, ma non è da loro che prendo l'ispirazione. A quella ci pensa la musica. E parlo di TUTTA, la musica.
Il fatto che dalla mia penna (tastiera) escano romanzi rosa non vuol dire che mi ascolto tutto il giorno polpettoni amorosi strappalacrime. Dio me ne scampi e liberi.
Nelle mie playlist (quella di Matrimonio di convenienza, ma anche dei miei work in progress) c'è un po' di tutto, perché mi piace ascoltare di tutto. Che cosa, dipende dai momenti.
Oddio, è SEMPRE il momento per Alice Cooper, ma non mi vergogno di mettere la folk pop Galway Girl di Ed Sheeran di fianco a Sometimes I Feel Like Screaming dei Deep Purple, per fare un esempio. Sì, sono generazioni musicali e stili differenti, ma al mio orecchio piacciono entrambi.
E se qualcuno ha da dire "Vergognati!" o "Sacrilegio!" volevo rassicurarlo del fatto che stanotte dormirò lo stesso. Ho peccato, ma sono in pace con me stessa.


La mia playlist per "Matrimonio di convenienza"

venerdì 7 aprile 2017

Material girls


Perché i protagonisti maschili dei romanzi rosa sono sempre (o in un buon 80% dei casi) ricchi sfondati?
E' una polemica che si è sentita e stra-sentita, e non nascondo che per un po' anche io ero nel team #ricchidentro, ma invecchiando si diventa più saggi - dicono- e ho iniziato a rifletterci.
Morale della favola? Ho cambiato squadra.
L'elenco dei perché non intendo nasconderlo, anzi, sono decisa ad usare ogni argomentazione per sostenere la causa del #riccodentroefuori.
#1 - Marilyn Monroe: ha costruito una carriera su "Diamonds are a girl's best friends", e in tutti i suoi film la divina è in caccia di un marito danaroso. Nessuno, mi sembra, l'ha crocifissa per questo...
#2- Liz Taylor: non ha mai fatto mistero della sua passione per i diamanti che ha amato, forse, più dei 7 mariti (Burton sposato due volte non lo contiamo). Se i romanzi rosa sono sogno ed evasione, la frase del suo terzo amato, Mike Todd, "You're my queen and I think you should have a tiara", sembra uscita dalle pagine di un romanzo di Julia Quinn. Che dire, poi, del "modesto" yacht My Kalizma donatole come pegno d'amore da quel marcantonio ;) di Richard Burton. Eppure, la diva dagli occhi viola, nonostante la sua inclinazione e il fiuto per gli uomini danarosi, è diventata un'icona.
#3- Jakie Kennedy: dopo il compianto presidente, è passata con nonchalance all'armatore da 500 milioni di dollari (oggi equivalente a 2,133 miliardi di $), Aristotele Onassis. Alto, si fa per dire, 1,65 m, naso "importante" e ventitrè anni più vecchio di lei. Nonostante ci siano gli estremi per parlare di matrimonio di convenienza, Jackie Kennedy, oggi, è ancora un role model proposto dalle riviste di moda e cronaca mondana.
#4- I classici Disney: Cenerentola e il principe; Aurora e il principe Filippo (è vero che anche lei è principessa, ma dopo sedici anni passati nella foresta non si sposa un boscaiolo, nossignore!); Ariel e il principe Eric; Biancaneve e il principe senza nome (?); Belle e la bestia (che anche se mezzo toro e mezzo leone, pur sempre principe è)... è da quando siamo bambine che ci martellano il cervello con questa storia del principe, se questo non si chiama imprinting, allora non so cos'è l'imprinting.
#5- Le fantasie: gli uomini hanno "Playboy" e i calendari "Pirelli" per guardarsi le modelle tettone, le donne è giusto che abbiano il corrispettivo equivalente. Chiamala, se vuoi, par condicio.
#6 - L'ipocrisia: basta fare i radical chic, quelli che "Che schifo i soldi". I soldi non fanno schifo a nessuno, soprattutto ai radical chic.
#7-Tra sogno e realtà: se per questo, i personaggi maschili dei romanzi rosa non sono neanche dei frignoni come i maschi reali, quelli che con 37.2 di febbre mandano a chiamare il prete per l'estrema unzione.
#8- La sindrome di Julia Roberts: tutto l'universo femminile è rimasto stigmatizzato da Pretty Woman, in particolare dalla scena in cui Richard Gere porta J. in Rodeo Drive a fare shopping d'alta moda no-limits. Andiamo! Nella realtà, qualsiasi uomo, quando sente la parola "outlet" viene scosso da convulsioni!

#9- A colazione da Tiffany: Audrey Hepburn beve caffè sulla 5th Avenue curiosando tra un pavè di brillanti e orecchini di smeraldo. Io, con la mia crusca d'avena e yogurt di soia, mi accontento di molto meno.
#10- Carrie & Mr. Big: se non avete visto Sex & the City, mettetevi SUBITO in pari. Mr. Big è presentato come il nuovo Trump (che il 45° presidente degli USA sia amato o odiato è secondario. Nella serie si fa riferimento all'ammontare stratosferico del suo patrimonio, non alle inclinazioni politiche) e guarda caso lui è The One: l'unico grande amore di Carrie, quello che se la porta all'altare. E quando, come se non bastasse l'acquisto del superattico sulla Quinta Avenue, lui le promette, con tanto di occhiolino, "Ti faccio montare un armadio più grande", si è sollevato l'applauso di tutta la sala.

Ecco a voi dieci ottime ragioni per sostenere il team #ricchidentroefuori nei romanzi rosa. 
Perchè l'amore c'è sempre, ma con qualche carato in più, nessuno protesta...