martedì 28 marzo 2017

Matrimonio di convenienza: booktrailer!

Matrimonio di convenienza è pronto a tornare nel suo vestito nuovo, quest'anno il 13 aprile, e per l'occasione si merita un booktrailer nuovo di zecca.
-16... riscaldamento motori!!!


giovedì 16 marzo 2017

Piccole donne perdute



Post un po' nostalgico e dal retrogusto amaro.
La Alcott, con Piccole donne ha scritto uno dei libri più significativi di sempre per le giovani ragazze che si affacciano alla vita.
E nel farlo ha creato quattro dei personaggi femminili letterari più forti che io abbia mai letto: le sorelle March.
Piccole donne è sempre in prima fila nella mia libreria, pronto per essere ripreso in mano.
Leggendolo e rileggendolo, ogni volta, a seconda della mia età, a seconda del mio umore al momento, mi immedesimo in una o nell'altra delle quattro March (anche se non nascondo una predilezione per Jo).
C'è la materna Meg, che si sente una vice signora March, responsabile delle sorelle, un po' "vorrei ma non posso", provata dalla nostalgia del vecchio benessere che a causa della guerra non c'è più. Lei è la depositaria dei valori dell'educazione, dell'essere signorine per bene, del decoro e dell'aspirare ad essere una brava moglie e madre.
Siamo state tutte un po' Meg quando, che per recarsi al tanto agognato ballo, è preoccupata di non avere guanti adeguati. #unarmadiopienoenientedamettere.
C'è Jo, l'uomo di casa, sbadata, irritabile, creativa, passionale e sanguigna. Vuole fare la scrittrice e ama intrattenere le sorelle con le sue storie. Da "uomo di casa" quale si sente, è la prima a mettersi in gioco e a fare sacrifici quando si presenta una difficoltà o un problema da risolvere.
C'è Jo in tutte noi, quando reagiamo davanti alle ingiustizie, quando ci rialziamo dopo che la vita ci butta a terra. C'è Jo in tutte noi, quando abbiamo avuto quell'amico che era qualcosa di più, ma non abbiamo avuto il coraggio di buttarci.  #donnaconlepalle
Beth è l'angelo del focolare, di salute cagionevole, generosa, delicata, altruista, che con la sua dolcezza fa breccia nel glaciale sign. Lawrence. Beth non chiede mai nulla, si accontenta di ciò che ha, non conosce l'invidia ed è felice se gli altri lo sono. E' facile amare Beth. Almeno una volta nella vita, siamo state Beth, quando abbiamo fatto un passo indietro per il bene di qualcun altro. #laprimaadandarsene
E poi c'è Amy, fantastica e imperfetta. La più piccola ma che nonostante la sua età ha già chiaro ciò che vuole. Vuole diventare ricca da fare schifo, sposerà un uomo per amore, ma anche per il suo danaro, perchè Emy è romantica ma anche molto pratica. E' capricciosa e vendicativa, e non ci sta a farsi trattare come la piccina del quartetto, vuole fare la grande pure lei. E come non arrabbiarsi insieme ad Amy quando le sorelle, pur con tutte le ragioni, non la portano a teatro?! #vengoanchio #notuno
Le sorelle March tra loro sono complementari: le grandi e le piccole; quelle da carattere forte e quelle più remissive.
E poi c'è Laurie, che le amerà sempre tutte e quattro.
Mi mancano oggi, dei personaggi femminili così potenti, dal carattere così ben definito come Meg, Jo, Beth e Amy.
E, con tutto il rispetto del genere, non ce le vedo a firmare un contratto da schiava sessuale... anzi, Mr. Grey, davanti a Jo, credo non avrebbe il coraggio di aprire bocca. Le passerebbe il frustino, si tirerebbe giù i pantaloni e MUTO!



venerdì 3 marzo 2017

Storia di un amore


La lettura è stato di sicuro il mio primo amore, in assoluto.
Lo ricordo come se fosse ieri, il nostro primo incontro.
Avevo nove anni e accompagnavo il mio papà al supermercato a fare la spesa.
Era un venerdì sera e la fila alle casse sembrava non finire mai, tanto che si snodava fino in mezzo alle corsie tra gli scaffali.
La nostra coda era stretta tra l'oggettistica per la casa e i libri, e io, annoiata dall'attesa, ho iniziato a curiosare tra i titoli sugli scaffali, così per ingannare il tempo.
Ne ho visto uno, si chiamava La nonna sul melo, di Mira Lobe. Non ho letto la trama, ma in me era scattato qualcosa, così l'ho teso al mio papà chiedendogli "Papà, me lo compreresti, per favore?".
Non sono mai stata una bambina capricciosa, solita ad avanzare richieste per tutto, perciò non è stato difficile ricevere un "sì".
Poi siamo tornati a casa e, senza degnare di uno sguardo gli altri miei giocattoli, mi sono messa sul letto con il mio libro. Per tutta la settimana è stato così, interrompendomi solo per fare i compiti, per riprendere non appena possibile. Avevo fretta di tornare al mio libro.
Era successo qualcosa, qualcosa che mi teneva attaccata a quelle pagine, e ogni volta che lo aprivo mi sembrava di uscire dalla mia vita per entrare in quella di qualcun altro.
Finito quello ne sono arrivati altri fino a quando la mia voracità non ha iniziato a pesare sull'economia di casa.
E' stato così che ho scoperto la biblioteca. Il limite fissato dal regolamento era massimo di quattro libri per volta, cosa che trovavo ingiusta, così ho fatto fare la tessera anche a mia madre, per portarmene a casa otto.
Di quei primi anni di lettura, due libri mi sono rimasti nel cuore, e credo che anche oggi, nel 2017, farebbero bene alle undicenni: Piccole donne e Una ragazza fuori moda, della Alcott.
Il primo, per la complessità dei personaggi merita un post a sé, quindi mi soffermerò sul secondo.
E' la storia di una outsider, Polly, una ragazza di campagna modesta e dai modi semplici che fa visita ad una amica di città, Fanny, ospite presso la famiglia di questa, inserita nella buona società, benestante e raffinata.
Polly è adorabile e chi legge non può fare a meno di schierarsi dalla sua parte quando viene schernita dalle amiche affettate di Fanny, che la deridono per i suoi abiti  dimessi o per le sue ridotte conoscenze sulla vita mondana. Polly è fuori moda, va contro corrente, non si allinea alla massa, è forte e porta il peso di queste umiliazioni sulle spalle senza piegarsi, dimostrandosi di molto superiore alle altre signorine per bene, agghindate nei loro vestitini di seta. E quando, per una serie di rovesci finanziari la famiglia di Fanny cade in disgrazia, le signorine e la buona società di cui sopra, voltano loro le spalle, e rimane Polly, leale e generosa, accanto all'amica. Money don't make friends.
In questo romanzo la Alcott ci regala anche un po' di romance, e pur essendo alle soglie dell'adolescenza, ho sofferto per i problemi di cuore di Polly, tanto che una notte, alle due, ignorando la sveglia per la scuola, ero a letto, con la faccia sul cuscino a piangere, tanto mi aveva spezzato il cuore il capitolo appena letto.
L'adolescenza è stato un periodo confuso, perchè non sapevo più se cercare i libri nello scaffale "Bambini" o "Adulti", così ho bazzicato sia gli uni che gli altri, tra qualche bella scoperta e qualche fregatura.
Altri due libri che ho consumato da quanto li ho riletti sono Andrea e Andrea e Cinema Segreto di Domenica e Roberto Luciani. Li ho rispolverati poco tempo fa e ho riso ancora come quando li ho letti da ragazzina.
Tra i libri da grandi, ho scoperto i gialli di Patricia Cornwell, la serie con Kay Scarpetta e allora ho deciso che sarei diventata medico legale. (La mia laurea in architettura, mi smentisce).
E poi quanti altri... ma ormai io e la lettura ci eravamo giurati amore eterno.
Questi, sopra sono stati i "libri galeotti", quelli che mi hanno insegnato che si può viaggiare anche senza uscire dalla propria stanza.
Come sono sdolcinata stasera...