domenica 4 ottobre 2015

La vendetta del tempo

Tutte, dico tutte, abbiamo avuto una cotta non corrisposta al liceo.
Parlo di LUI, quello che ti toglieva il fiato ogni volta che lo incontravi nel corridoio; quello che aspettavi per ore fuori dall'uscita per vederlo passare per tre magici secondi e che ogni volta che richiamavi la sua immagine nella mente, si muoveva tutto a rallentatore.
E lui non sapeva nemmeno che tu esistevi.
Lui era l'idolo delle masse, i suoi amici lo accerchiavano perchè lui era il maschio Alpha e le ragazze facevano la standing ovation al suo passaggio che neanche oggi per gli One Direction agli MTV music award.
Ma tu nulla, eri solo un numero nella folla, vivevi per lui, morivi per lui ma eri un'entità non riconosciuta.
Hai passato quegli incredibili cinque secondi in cui pensavi che stesse venendo verso di te, per parlare con te, e poi quei deludenti due secondi in cui lui passava oltre per salutare qualcun'altro.
Hai fantasticato su di lui in sogni ad occhi aperti leciti e anche un po' meno leciti durante l'ora di matematica senza prendere un appunto, ma solo scrivendo il suo nome in tutti gli alfabeti conosciuti.
Era il ragazzo di cui tutte sapevano il compleanno, segno zodiacale, ascendente, squadra del cuore, gli orari dell'allenamento e il gruppo sanguigno nel caso avesse bisogno di una donazione e tu fossi l'unica fortunata donatrice.
Ma eri anonima. Ce la mettevi tutta a darti un tono, a cercare il look giusto, l'acconciatura che ti donasse di più, a sperimentare make up improbabili che sembravano stare bene a tutte tranne a te.
E ce le ricordiamo tutte quelle ragazze come noi, anonime e ignorabili come la carta da parati.
E ci ricordiamo anche lui, stampato nel nostro cervello in tutto lo splendore dei suoi 18 anni (o giù di lì).
Poi cresci, vivi, e dieci anni dopo diventano ricordi d'archivio, fino a che....
Ora parlo in prima persona perchè vi esprimo l'esperienza diretta.
In occasione di una cena tra amiche, in uno dei ristoranti più in vista del centro, venerdì sera, la serata social per eccellenza, siamo tutte schierate e facciamo il nostro ingresso nel locale tra gli sguardi ammirati di tutti gli esemplari maschili, accoppiati e non.
Non siamo più sedicenni impacciate, le acne disastrose sono state superate e soppiantate da pelli lisce e colorito roseo, i capelli non fanno più autogestione, ma sono disciplinati e in piega, addomesticati da gesti ormai consolidati e parrucchieri con il polso della situazione, gli indumenti mainstream che cadevano in modo strano ora lasciano il posto a vestiti eleganti e civettuoli che le curve riempiono al posto giusto e ammiccano dalle scollature; l'effetto tonificante della palestra ha scolpito la silohuette di chi, da adolescente, era rotondetta. Non c'è che dire: si può usare qualsiasi aggettivo ma non banali e anonime.
La serata trascorre in allegria tra chiacchere e gossip ma dietro di noi c'è un tavolo, altrettanto numeroso, di ragazzi che avranno pressappoco la nostra età.
Una di noi nota alcune facce: le sembrano familiari.
Ci voltiamo a turno per fare mente locale ma fatichiamo a mettere a fuoco.
Poi, l'orrore. Uno è il bellone della scuola, l'altro il suo amico figo e dannato, accanto a loro il bad boy che avremmo voluto ci portasse sella cattiva strada, di fronte siede il "promettente atleta futuro calciatore" con alla sua destra il "principe azzurro" che faceva innamorare tutte e alla sua sinistra il "principe nero" che se le faceva tutte.
Perchè inorridite? Perchè di tanto splendore, dieci anni dopo è rimasto ben poco!
Il bellone presenta una stempiatura in rapida progressione che sta facendo sterminio dei suoi (ex) bei capelli folti; l'amico figo e dannato ora assomiglia di più a un recluso del braccio E di Alcatraz, il bad boy si è trasformato in un nerd, ma non quei nerd da cui ci faremmo resettare la scheda madre, ma del tipo contabile allo sportello postale,
Il promettente atleta ha messo su una pancetta straripante che ora l'unico sport che potrebbe giovargli sarebbe il salto del pasto.
Il principe azzurro ha perso la sua aitanza e da segni di rachitismo precoce e il principe nero ha in corpo una quantità di alcool tale che è più prossimo al coma etilico che non ad altre attività ricreative.
Sconvolte congetturiamo su questo inconcepibile stravolgimento dei nostri immaginari adolescenziali.
Quando ci alziamo per andarcene, anche loro lasciano il tavolo, ci seguono lanciandoci sguardi e complimenti.
Il tempo ha compiuto la sua vendetta: ha trasformato le frustrate adolescenti timide e imbranate in prede ambite, e i belli e impossibili in casi sociali.
It's Karma, bitches.
           Before                                                                       After

domenica 30 agosto 2015

Diventare un Angelo di Victoria's Secret: tutto quello che volevate sapere e non avete mai osato chiedere

Devo ringraziare una cavia, Poppy Cross, giornalista di fitness freelance e il Daily Mail (God save the Queen!) per aver dato una risposta alla domande che mi attanagliano ogni volta che vedo una replica di un Victoria's Secret Fashion Show: come è possibile che esistano donne del genere?!
E in più ci si mettono riviste su riviste che intervistano Adriana, Alexandra, Elsa e co. che inneggiano al cibo e dichiarano di mangiare come camionisti gallesi in trasferta. E le foto dei pre-sfilata con le modelle che si affollano intorno al buffet.
Poppy Cross per 4 mesi si è sottoposta al training degli angeli di Victoria'ssecret per soddisfare i severi standard fisici per sfilare con le ali.
Ho trovato quest'istruttivo articolo e ho pensato di tradurlo e condividerlo, una volta per tutte, per sfatare i seguenti miti:
- modelle si nasce
- tutto merito del metabolismo veloce
- le modelle si strafogano al McDonald


Il requisito numero uno per diventare un angelo è essere alti 5 piedi e 9, ossia 1,79 m (senza tacchi, non barate), e avere un girofianchi di 24 pollici (60 cm). Prendetevi queste misure e se non le avete, arrendetevi: non sarete mai degli angeli. Se le avete, invece, questo è il prossimo step.
La massa grassa: gli angeli hanno una massa grassa inferiore al 18% (una donna in forma, con una dieta sana e attività fisica media, ha dal 24 al 21% di massa grassa).
Poppy, la nostra cavia, pur soddisfacendo i requisiti di altezza e girovita, aveva una massa grassa di 21% (schifosa cicciona), e quindi si è sottoposta al regime fitness-dieta di seguito per ottenere spazio tra le cosce, addominali definiti, braccia alla Gisele e chiappe di cemento.
Fare pesi (un ora solo di sollevamento) è la chiave, poi squat, affondi, bicipiti, tricipiti e flessioni ogni giorno, seguiti da pilates e ballet-beautiful (l'allenamento preferito degli angeli), arrivando ad allenarsi 7/7 anche 2 volte al giorno. Al culmine del suo allenamento arrivava a sollevare 72 Kg (più del suo peso). Troppo? Ma signore della giuria, un motivo ci deve essere se Doutzen Kroes e Adriana Lima guadagnano 5 milioni di dollari l'anno.....sono soldi sudati, direi...
Se a parlare di $$$ siete entrate nell'ordine delle idee di licenziarvi per dedicare le vostre giornate alla sala  pesi, vi regalo l'ultima chicca che Poppy, da brava cavia ha testato.
LA DIETA!
Per un angelo la vita è un'eterna prova costume, quindi mettete giù quei biscotti. Subito.
Polveri, integratori, complessi minerali di vitamine e enzimi digestivi, amminoacidi ramificati per far bruciare grasso e non muscoli al corpo sono all'ordine del giorno nel menù di un angelo.
La dieta è low-carb, quindi via libera a pollo-manzo-pesce ad ogni pasto accompagnati dalle verdure che crescono sopra alla terra (non sotto, quelle sotto sono brutte e cattive) tipo zucchine, insalata, spinaci e broccoli. I carboidrati non esistono. Alternativamente litri e litri di bianco d'uovo per sostituire la carne. Tutto senza zuccheri aggiunti e assolutamente senza frutta. 
A questo punto, a detta di Poppy, vi laureate alla dieta-pre-sfilata: solo proteine e grassi.
Due cucchiaini (quelli piccoli, da caffè) di olio o burro a ogni pasto per reggervi in piedi. Il corpo è regolato dal metabolismo che è come un orologio che non va sballato. Per bruciare tutto (!) quello che hai mangiato devi cenare non più tardi delle 6 di sera. Aperitivi e cene con gli amici devono essere cancellati dalla vostra agenda.
Il training adesso si fa a stomaco vuoto a parte caffè nero e acqua con con mix di vitamine e minerali perchè fior fior di dottoroni sostengono che nell'allenamento a stomaco vuoto costringe il corpo a bruciare il grasso legato ai picchi ormonali e a sviluppare la crescita muscolare. Seguirà barretta proteica e acqua di cocco/latte di mandorla. 
Fino a qui non ho mai parlato di alcolici....perchè non sono contemplati. No, neanche il brindisino per il compleanno. Quando il vostro lavoro è il vostro corpo, non brindate ai compleanni. Non avete compleanni. Scordatevelo. Tutte le foto delle modelle ai party con i flute di champagne, allora?! FINGONO!

La nostra cavia ci confessa che con tutta questa carne e basta (no vegetali, niente di niente per il pre sfilata) non riesce nemmeno più ad andare in bagno. 
CONSOLATEVI DONNE: OGNI VOLTA CHE VEDETE SFILARE UNA MODELLA E IL VOSTRO UOMO SBAVA PER TERRA....STATE GUARDANDO UNA CHE CON OGNI PROBABILITA' NON C--A DA UNA SETTIMANA .
Altro trucco prima di scendere in passerella tra i più eminenti volti dello spettacolo che vi applaudono (è noto che attori-cantanti-calciatori assistano al Victoria's Secret fashion show per scegliersi la loro futura fidanzata/moglie), suggerito da Adriana Lima stessa: non ingerire niente di liquido, quindi non bere niente, nelle 12 ore che precedono la sfilata. Pare infatti che spingere il corpo alla disidratazione possa far perdere fino a 8 kg (che poi riprenderete appena bevuto) e la pelle aderisce molto di più al muscolo (trucco dei bodybuilder) facendo sembrare il corpo ancora più scolpito. 
Ma dopo 12 ore senza bere....avete presente che alito mefitico ogni volta che la modella supergnocca in questione apre bocca? Cioè, roba che se ti si presenta Orlando Bloom (che è rimasto molto colpito dal tuo superfisico in sfilata) per salutarti, lo stendi come un tir in corsa.

Poppy Cross, alla fine di questi 4 mesi di training da angelo ha tirato le somme e il suo peso non è cambiato di una virgola, ha perso il 4% di massa grassa (17%), 2 taglie (dalla 8 alla 4), una misura di reggiseno, qualche centimetro in vita e parecchi punti di colesterolo.
E i soldi?
Eh, mica crederete che avrà fatto tutto questo gratis. L'hanno pagata?! No, è lei che ha aperto il portafoglio! Quando siete un angelo vi avvalete di signori professionisti che si prendono cura del vostro corpo a suo di dollari e questo è il conto, quindi iniziate a risparmiare se avete intenzioni serie di candidarvi al prossimo Fashion Show.
Personal trainer e nutrizionista 13'000 $; massaggi 1'440 $; abbronzatura 40$; trucco 250$; trattamento viso 145$; capelli mani e piedi 955$ per un totalissimo di 15'830 $.
Ricapitolando, se avete le misure di partenza, se avete tanto tempo da stare in palestra, se avete 15'000$ da investire sul vostro corpo, se avete la forza mentale per affrontare un dieta ferrea e rinunciare alla vostra vita sociale allora, la strada è questa. 
Altrimenti, sapete cosa c'è? Che credo di vivere meglio io, che stanotte andrò a letto senza il terrore di essere svegliata dal mio trainer alle 3 perchè vuole sapere se ho fatto addominali dopo cena. E il gelato che mi stavo mangiando sul divano mentre scrivevo, me lo sono proprio goduta.

P. S. vorrei che tanti maschietti che sbavano davanti alle modelle come se fossero creature divine leggessero questo, perchè si rendessero conto che la loro donna, senza artifici di diete e allenamenti che neanche Rocky Balboa, è una gran donna e tutte le modelle, senza il trucco, i nutrizionisti e i trainer, passerebbero inosservate, a confronto.

P.P.S. prima regola dello scrittore: CITARE LE FONTI. Quindi, se volete dare un'occhiata all'articolo originale, eccovi il link: lhttp://www.dailymail.co.uk/health/article-3132639/The-four-month-hell-turned-Victoria-s-Secret-angel.html

P.P.S. non sono una dietista, nutrizionista, medico in generale, quanto da me riportato non è che la traduzione di un articolo di altro autore (Poppy Cross) pubblicato per altro giornale (Daily Mail) per tanto declino ogni responsabilità sul contenuto qualora qualcuno lo ritenga sconveniente/diseducativo. Uno stile di vita sano e una alimentazione equilibrata sono la chiave di una vita in salute, se siete intenzionate/i a perdere peso dovete rivolgervi al vostro medico. Amen.

mercoledì 5 agosto 2015

Questione di idoli

Ho superato il periodo del nichilismo, quello del "fa tutto schifo", quello del "fanno tutti schifo", quello del "che schifo a prescindere", e sono entrata in quello del "dare a Cesare quello che è di Cesare". In particolare quando si tratta di confronto tra generazioni.
Quello che ho avuto io rispetto a quello che hanno i teen-ager di oggi, non è meglio, ma solo diverso. Quello che hanno avuto i teen-ager degli anni '80-'90 rispetto a me, non era meglio, solo diverso.
E quindi, non metterò  più alla gogna le adolescenti che si strappano i capelli per un idolo pop, perchè anche io, lo ammetto, a mio tempo, avuto la mia boy band.
Avevo 12 anni, era il 2000 e i Backstreet boys non erano mai stati così belli, così famosi, così in cima alle classifiche musicali come allora. E Nick Carter era il mio principe azzuro: sì, aveva 12 anni più di me (li ha ancora), e si spostava tra Florida e California, mentre io giusto tra scuola e casa.
Ma potete biasimarmi? Avete presente come sono i coetani a 12 anni?! I maschi a 12 anni, sono in quel cono d'ombra amorfo tra uomo e un Picasso, che non si sapeva da che parte iniziare a guardarli . . .difficile immaginarli come principi azzurri. E quando vedi su MTV il video di "I want it that way", a 12 anni, non perdi la testa per Nick Carter di bianco vestito che scende dal jet privato?!
Ma scopro che per mia cugina maggiore di 10 anni è stato lo stesso. Ma con i Take That. Si firmava signora Owen e teneva i ritagli di giornale con la faccia di Marc in ogni diario, libro, cassetto e tasca, per essere sempre sicura di averlo a portata di occhi.
E lo stesso succede oggi per mia cugina minore. Il concerto degli One Direction praticamente non lo ha visto perchè ha passato tutto il tempo sugli spalti a piangere non reggendo all'emozione di averli davanti a sè dal vivo. Il papà si è goduto il concerto molto di più e si vocifera che abbia addirittura azzardato due passi di danza.
Qunidi tutto questo per dire che le boy-band sono un esempio di onestà intellettuale: nessuna boy band, nè Take That, nè Backstreet boys, One Direction hanno mai dichiarato di voler cambiare la storia della musica. Loro sono lì, cantano bene, si vestono bene, ti vogliono far fare due risate, mettere di buon umore  e fine della storia. Le boy band servono per fare sognare, servono alle ragazzine per far credere loro che esiste qualcosa di meglio dei compagni di classe sformati dai brufoli. L'occhio vuole la sua parte.
Non punterò più il dito contro una ragazzina che piange davanti ad una foto di Harry Styles, perchè anche io lo sono stata, solo che io avevo Nick Carter ( e non avevo YouTube...la potenza del live motion potenzia di molto l'emozione, quindi per un certo verso le ragazzine di oggi soffrono più di me allora).
Detto questo, possiamo tornare tutti ad ascoltare gli AC/DC per dormire sonni tranquilli. Come presto farà anche mia cugina minore (ma che ora, almeno sa distinguere tra un ragazzo bello e un cesso).
Mi sa che sto diventando troppo buona...


lunedì 29 giugno 2015

Onestà intellettuale

Intitolare un post "Onestà intellettuale" può suonare come un irritante mix di presunzione e snobbismo.
Chi sono io per definirmi onesta? Chi sono io per definirmi intellettuale?
Nessuno, ma non si tratta di una descrizione personale ma una presa di posizione.
Scrivere cos'è se non un prodotto del proprio intelletto (più o meno dotato che sia)?
Quindi è quanto ciò che intendo con il termine "intellettuale": il lavoro del mio cervello, in breve, i miei scritti.
E l'onestà? Non ha niente a che fare con fedine penali e avvisi di garanzia. L'onestà che intendo io è il mettere giù le cose come stanno, l'ammissione di uno stato dei fatti, l'umiltà di chiedere aiuto, il coraggio di tirarsi in dietro quando non si è all'altezza. L'onestà che intendo io è un gesto volto ai destinatari del mio lavoro intellettuale.
E ora veniamo al punto: nei miei (utopici) piani, con un piccolo sforzo, sarei riuscita a pubblicare un nuovo romanzo per questa primavera e poi un'altro per quella successiva.
Non è accaduto. Le storie sono ancora in parte nella mia testa e in parte sul mio pc, e cosa ancor più imbarazzante, ne ho iniziate e sospese ben tre. Ci sono grandi aspettative per il futuro, ma niente di concreto al presente.
Perchè? Perchè le mie storie non sono finite, nella mia testa non ci sono tutti i dettagli, la musica è bella ma il ritornello non rimane in testa.
Voglio scrivere storie originali, non la solita trama trita; voglio caratterizzare i personaggi fino a farli mancare al lettore una volta che ha chiuso il libro; voglio scrivere dialoghi con mordente e ritmo che inchioda alla pagina. La mia onestà intellettuale e fermarmi a prendere il tempo che mi serve per raggiungere l'obbiettivo è non scodellare un romanzo dietro l'altro per riempire il tempo, per superare in numero altri autori più prolifici.
Io per prima, da lettrice, ho subito il trattamento contrario, di disonestà intellettuale da parte di autori i cui libri ho letto recentemente e una volta chiusi mi sono domandata "Ma è una presa in giro?".
Sì, perchè avevo tra le mani una storia identica ad una già pubblicata dal medesimo autore, personaggi inconsistenti come se la caratterizzazione non fosse importante, dialoghi illeggibili palesemente privi di studio. E mi sono sentita truffata.
Quando leggo dedico il mio tempo al lavoro di qualcun altro e la moda di molti autori, sempre più incalzante, di pubblicare un nuovo lavoro a distanza di sei mesi mi atterrisce.
Che fine ha fatto la qualità del lavoro?
Che fine ha fatto il rispetto per i lettori.
Da lettrice chiedo l'onestà intellettuale degli scrittori nel darmi una storia nuova, non reciclare il vecchio repertorio.
Da scrittrice mi obbligo a prendermi più tempo perchè so come si sente un lettore tradito.