mercoledì 30 luglio 2014

Sex sells

Il sesso vende. A onor di cronaca devo prendere atto di questa cosa, e rassegnarmi al fatto che per la categoria in cui pubblico, quella dei romanzi rosa, adesso è il momento del sesso sfrenato.
Io non faccio parte di quelle aurtici che basano il loro romanzo sull'amplesso, motivo per cui, ciò che scrivo, almeno attualmente, non attira così tanto l'attenzione.
Un pò come quando andavano di moda le scarpe con la zeppa e io indossavo i Doctor Marteens: ero la sfigata di turno, con gli stivali da militare.
Anno 2014: i Doc. Marteens le trovi in versione mignon, anche nel reparto 0-36 mesi, per un bambino che vuole essere à la page anche all'asilo.
Ecco, oggi i romanzi a sfondo erotico (per non dire primo piano erotico), sono le scarpe con la zeppa: tutte ne parlano, tutte li leggono, tutte li cercano, tutte li vogliono, anche se tra loro sono irrimediabilmente uguali.
Lo so che passerò per polemica, ma non posso non sottolineare l'ovvio: entrari in libreria e vederi pareti tappezzate di romanzi rosso fuoco (non rosa), dalle trame tutte uguali, scritti sulla scia delle "cinquanta sfumature..."
Chi è senza peccato scagli la prima pietra, e io non lo sono. Anche io ho letto "50 sfumature di grigio", masono anche andata oltre, ho letto anche gialli, romanzi drannatici, vecchi classici e saggistica, non mi sono fossilizzata sul genere come se la mia vita fosse cambiata . . . e invece
Invece non pensavo che questa cosa si sarebbe trasformata in un'epidemia tipo la peste del 1666. Coloro che hanno letto "50 sfumature..." ora sembra che cerchino unicamente romanzi erotici, che vogliano leggere di amplessi e basta. Tutto il resto è noioso, non da emozioni, è banale.
Me ne devo fare una ragione: sex sells.
Ora è il momento delle scarpe con la zeppa, ma la moda è un ciclo e prima o poi torneranno di moda anche i miei stivali.

giovedì 24 luglio 2014

Le belle e le bestie

La serata di ieri e stata una conferma.
I romanzi rosa servono per sognare, perchè contengono una quantità esponenziale di elementi perfetti quali non si trovano nella vita reale.
Vado a illustrare l'esempio pratico.
Situazione: uscita serale tra amiche.
Evento: compleanno di una delle amiche.
Location: locale alla moda gettonato dai peronaggi "à la page" della città.
Il gruppo di ragazze è paragonabile alla scuderia Ferrari: eleganti, alla moda, look studiati, atteggiamento positivo di chi addenta la serata con grinta.
In un romanzo rosa, questa situazione avrebbe portato una serie di eventi a catena del tipo: cocktail offerto al tavolo da qualche ammiratore e/o PR del locale per onorarle della loro presenza; tavolo riservato nell'angolo più esclusivo del locale, studiatamente a portata di bar/buffet; squadra olimpionica di pallanuoto come vicini di tavolo; sciame di ammiratori che le saluta con complimenti discreti, e ciascuna di loro avrebbe finito la serata flirtando con LUI, the one, Azzurro.
Sì, in un romanzo rosa, ognuna delle ragazze avrebbe incontrato -casualmente- colui che rispecchia i propri gusti in bellezza, carattere, atteggiamento, stile di vita e ovviamente, detto soggetto, era lì che aspettava solo di essere colto.
MA.
C'è un ma. Trattandosi di vita vera, vita vissuta, nessuno degli eventi sopra citati si è verificato.
Questo è quanto avvenuto: nessun cocktail generosamente offerto; i piatti ordinati dalle ragazze erano esauriti, quindi si sono dovute accontentare di ciò che non era stato ordinato agli altri tavoli; nessun ammiratore prodigo di complimenti, in compenso il locale era affollato di over-quaranta neodivorziate in caccia grossa; mandrilli dell'ultimora accompagnati da escort -forse minorenni - brasiliane come vicini di tavolo.
Morale: le ragazze hanno passato la serata assembrate al tavolo per difendersi dagli ubriachi molesti, ingollando quantità impossibili di alcool (nel tentativo di perdere conoscenza); nessuna ha flirtato con il suo "the one". Ostaggio della serata una cocorita di legno.
Tra amiche ci si diverte sempre, ma fidatevi, nei romanzi rosa è sempre meglio!

martedì 22 luglio 2014

Sfumature di rosa

Non è una citazione voluta della serie "50 sfumature".
E' inevitabile, i colori sono declinabili in una infinità di nuance, e per quanto mi riguarda vorrei attirare l'attenzione su quelle del rosa. Del romanzo rosa.
Prendiamo i thriller, o gialli, per così dire; ci sono i legal thriller, i crime thriller, gli investigativi, gli alta tensione, misteri storici....non si legge un giallo e basta.
Ecco, stessa cosa vale per il rosa.
Il romanzo rosa fa genere a se, ma io rivendico tutte le sfumature del genere, perchè c'è rosa e rosa.
Penso che ci sia una gradazione di rosa distinta per i contenuto del romanzo.
Ci ho pensato un pò, ho stampato delle prove di colore rosa in varie tonalità, ho preso tutti i miei libri e ho iniziato a fare dei mucchi domandandomi: che colore darei a questo romanzo? Che gradazione di rosa ho visto mentro lo stavo leggendo?
Questo è il risultato del sondaggio.
Il rosa confetto: giovani donne cresono, prime esperienze di vita vissuta.
Il rosa pastello: romanzo dove la storia ruota attorno al personaggio femminile e alla sua storia a 360 gradi, non solo amore-amore-amore.
Il rosa antico: vedi sopra, ma con ambientazione storica.
Il rosa shocking: dove il tema centrale è la vita amorosa della protagonista.
Il fuxia: amore e
shopping.
Il rosa magenta: amore e sesso.
Il porpora: sesso e basta.
Il rosa geranio: le protagoniste sono donne di mezza età.
Ecco, non c'è un romanzo rosa per cui la definizione sia univoca, o io almeno la vedo così.


giovedì 17 luglio 2014

Romanzi rosa anti-femminismo

Diciamocelo chiaro e tondo: i romanzi rosa sono antifemministi.
Voi direte: perchè? La protagonista è una donna, il tema centrale è la sua vita, come fa un romanzo rosa ad essere anti-femminista?!
Semplice! Perchè nel romanzo rosa si suppone che la protagonista vivrà felice perchè trova l'Amore.
Non vivrà felice perchè diventa Presidente degli Stati Uniti.
Non vivrà felice perchè ha vinto alla lotteria.
Non vivrà felice perchè ha scoperto la cura per il cancro e vinto il Nobel per la medicina.
No, la protagoniscta dei romanzi rosa (che non è escluso che possa fare tutto quanto citato prima) troverà la felicità grazie all'amora, ergo, un uomo.
Per questo i romanzi rosa sono antifemministi, perchè associano la realizzazione della protagonista ad un uomo.
Sì, sì, le sento le proteste e i borbottii..."Cosa stai dicendo?", "Non è vero!", "I romanzi rosa celebrano la donna", e io non vi do torto, voglio solo puntualizzare.
Ora, non rinnego nessuno degli obbiettivi che ho raggiunto nella mia vita, ne il fatto che "donna è meglio", ma, riflettiamoci un attimo.
Questa cosa del femminismo ci ha  veramente giovato?
Tutto quel baccano per bruciare i reggiseni in piazza a cosa ci ha portato?
Alla parità dei sessi, dicono.
Se parità dei sessi vuol dire:
- uomo che entrando in ufficio prima di te, ti sbatte la porta in faccia (non dico che tu debba farmi entrare per prima, ma quantomento, se vedi che sono dietro di te, tienimela aperta).
-uomo che ti taglia il passo per arrivare prima di te all'ultimo posto libero in treno;
-uomo che alla prima uscita a cena ti propone di dividere il conto a metà (che è molto meglio di quelli che dividono ciò che hai mangiato tu da ciò che hanno mangiato loro);
-uomini che ti parlano davanti a bocca piena;
-uomini che sbadigliano/starnutiscono/tossiscono senza coprirsi la bocca con la mano, come se coprirti con i loro germi fosse una benedizione;
-uomini che vedono un bellissimo vestito in un negozo, dicono "saresti bellissima con quello", te lo fanno provare, poi alla cassa non hanno la minima intenzione di comprartelo, per cui, per non far brutta figura con la commessa, te lo paghi da sola.
- uomini che ti chiedono un passaggio in macchina nemmeno fossi un taxi.
- uomini che ti danno un passaggio in macchina e ti chiedono i soldi della benzina.
Sul serio, questa cosa del femminismo ci ha davvero giovato?
Non si stava meglio prima?
I romanzi rosa saranno anti-femministi, ed è per questo, forse che ci piacciono tanto.
Perchè per un pò possiamo far finta di essere una damigella indifesa, delicata e gentile da coprire di attenzioni e di cortesie.
Perchè nei romanzi rosa c'è un uomo dal tempismo perfetto, contegno ineccepibile, eleganza naturale, charme e savoir-faire, che NOI DONNE, nella realtà, anno del signore 2014, con questa storia della parità dei sessi, abbiamo fatto tornare allo stadio Neaderthal! E poi ci lamentiamo!
E alora, ben vengano i romanzi rosa!

Sapete cosa vi dico?!  Che domani uscirò di casa, alzerò il dito medio a quello strondo che non mi ha dato la precedenza all'incrocio, imprecherò contro quello che mi ha urtato facendomi cadere la borsa senza aiutarmi a raccoglierne il contenuto, ma almeno nei romanzi rosa so che la cavalleria ha ancora qualche speranza.
La cavalleria non è morta, ma non sta troppo bene.

lunedì 14 luglio 2014

Mary Sue. L'attacco dei cloni

Più la combatti più vince. E' lei, la Mary Sue.
Chi è?
E' la protagonista perfetta!
E' bella, ma non si sente bella, le fanno i complimenti, ma non ci crede.
Lavora e nel suo lavoro è la numero uno.
E' l'amica che vorresti, sa ascoltare, da ottimi consigli e la sua spalla è sempre disponibile per piangere.
Mary Sue non pensa mai male, neanche per sbaglio, non commenta nemmeno i look atroci delle persone che incontra per strada (per inciso, io lo faccio sempre).
E le sue amiche?! Bellissime, talentuosissime e non le farebbero mai uno sgarro. Praticamente i tre moschettieri. Ah, e quando escono insieme, rimorchiano esattamente gli esemplari maschili che corrispondono al loro uomo perfetto.
O.K. let's be serious, nella realtà quante volte il ragazzo che stavate puntando da settimane vi si è avvicinato con piglio sicuro e vi ha chiesto "Ma la tua amica è fidanzata? Mi daresti il suo numero?"
Mary Sue ha una famiglia esemplare: mamma, papà, nonni, sorelle, fratelli, gatti, pesci rossi che stravedono per lei e non la sgridano mai (vorrei vedere, farsi sgridare da un pesce rosso).
Mary Sue è una bomba erotica. E' pura come l'acqua ma sotto le lenzuola sfodera trucchi che nemmeno una ballerina del Crazy Horse.
Mary Sue sa cucinare divinamente e canta come un soprano dell'Operà Garnier. Non come i comuni mortali che scavano tra i cibi congelati nel freezer come Indiana Jones e che cantando sotto la doccia si sono trovati i gendarmi sotto casa per disturbo della quiete pubblica.
Mary Sue è in tutti i romanzi che ho letto ultimamente.
"Wallbanger", o conosciuto in italiano con lo sventurato titolo "Mr. Sbatticuore", ne è la conferma.
L'ho letto e mi è piaciuto un sacco. Me lo sono letta avvolta in una nuvoletta rosa confetto e ho fantasticato sulle prodezze di Simon, ma . . . la protagonista è una Mary Sue.
Un paradigma di eccellenza e perfezione.
Altri esempi?
"Carta Bianca", di Velonero. La sua è una Mary Sue con crinoline e corsetto, ma sempre Mary Sue rimane.
Non c'è nulla da fare, l'attacco delle Mary Sue è inarrestabile, quindi mi trovo a proclamare a gran voco che: la protagonista dei romanzi rosa è lei, Mary Sue.
E poi, sto puntando il dito contro uno specchio, dato che in fondo, anche la mia Charlotte in "Bugiarde si diventa", è un po' una Mary Sue.
E Bridget Jones? La cicciona pasticciona?
E' l'eccezione che conferma la regola.

giovedì 10 luglio 2014

La mamma del romanzo rosa.

Oggi, se il tuo professore di letteratura del liceo t'incontrasse in libreria mentre poggiate sul bancone della cassa "Il diavolo veste Prada", probabilmente scuoterebbe la testa con aria mesta, pensando "Non ti ho insegnato proprio niente".
Certo, vuoi mettere il figurone di sbattergli in faccia un saggio di autore polacco sulla transizione dal regime comunista, pagine 1532, trasportabile solo con transpallett?!
Ecco, mentre voi state pensando a come sottrarvi all'imbarazzo dicendo "Eh, è un regalo per un'amica, io . . . io volevo leggere questo", agguantando come salvagente il primo libro che vi capita a tiro (e con la fortuna che avete, sarà un dizionario tascabile swaili-urdu), ve la do il la via d'uscita.
Jane Austen vi dice qualcosa?
Lei, la divina Austen è l'origine, l'alpha e l'omega, la stella polare, il Nord, lo Zenit, l'omphalos di Delphi.
Sì, la mamma dei romanzi rosa è proprio Jane Austen.
Orgoglio e Pregiudizio: cinque sorelle a caccia di un uomo. Protagonista femminile divertente e sagace, protagonista maschile ruvido al tatto ma eroe sottopelle. Alla fine del libro, sono tutti sposati, felici e contenti.
Emma: una ragazza, giovane, ricca, bella e viziata che passa metà del suo tempo a combinare coppie improbabili, per non accorgersi di essere lei stessa innamorata dell'uomo più diverso da lei.
Ragione e sentimento: è la prava che tra uomo e donna l'amicizia non esiste. Se lo aveva capito Jane Austen nel 1811, perché noi, nel 2014, ci ostiniamo a provarci?
Visto?! La cara Jane, seppur con duecento anni sulle spalle, ci aveva visto lungo: donne incasinate, famiglie sottosopra e amore, amore, amore. L'ho scritto amore?
Gli intellettuali snob classificano il romanzo rosa come una lettura fast-food: placa la fame ma non nutre. Una scorciatoia del ventesimo secolo.
E invece no, signori miei! Il romanzo rosa ha le sue origini ben indietro nel tempo, tanto da essere una corrente letteraria con annessi e connessi!
Quindi, la prossima volta che incontrate il professore di letteratura, non mettetevi a cercare come delle disperate un trattato di Leibnitz (il filosofo, non i biscotti), ma rispondetegli con orgoglio (e pregiudizio): Sì, ho comprato "Il diavolo veste Prada, perché ho bisogno di nutrire l'Elizabeth Bennett che c'è in me.
Lettici rosa, andate in pace, con la benedizione di Jane Austen.

mercoledì 9 luglio 2014

L'insostenibile leggerezza del rosa

Se un libro non si giudica dalla copertina, allora nemmeno un lettore andrebbe giudicato per ciò che legge.
Mettiamola così: se siete in metro e state leggendo "La metamorfosi" di Kafka, chi è seduto di fronte a voi penserà che siete delle persone colte, fortemente introspettive e profondamente consapevoli delle dinamiche socio-psicologiche umane. Probabilmente arriverà a pensare che un giorno vi candiderete presidente.
Cambio scenario. Siete sempre in treno, ma tra le mani avete "I love shopping" della (divina) Kinsella.
La medesima persona che siede di fronte a voi penserà che avete lo spessore celebrale di una sogliola, che spendete più di quanto avete in tasca, divorate giornali di gossip per colazione e probabilmente che non avete un lavoro, ma siete sulle spalle dei genitori-mariti-fidanzati e compagnia.
Leggere romanzi rosa è un lavoro impegnativo e mi sento di dover scrivere in difesa delle persone come me, che leggono TUTTO, dal romanzo impegnato dello scrittore jugoslavo, clima dopoguerra, al best-sellerone, futuro filmone, monotematico che parla di una imbranata innamorata.
Le persone come me destabilizzano profondamente la società che non riesce a inquadrare nella categoria "futuri capi del governo" o "Barbie svampite".
Quando sei nella categoria "Barbie svampite", per le pile di "I love shopping", "Il diavolo veste Prada", "Innamorarsi a Manhattan", il cielo ti aiuti.
Devi faticare due volte per dimostrare di  avere le stesse capacità intellettive di chi legge Milan Kundera.
Quindi, mi trovo a gridare (scrivere) a gran voce (in maiuscolo): LEGGERE ROMANZI ROSA E' IMPEGANTIVO.
Sì, perché devi dimostrare di correre più veloce di chi legge Nabokov, cucinare meglio di chi legge Neruda, lavorare più forte di chi legge Hemingway, avere opinioni politiche più forti di chi legge  Hesse.
Essere una lettrice di romanzi rosa ti rende più forte.
Alla faccia di chi legge Faulkner e si trova tutta la strada in discesa.
Lettici rosa del mondo, uniamoci.
PINK POWER

martedì 8 luglio 2014

Finali scontati e romantici part-time

Chi scrive, legge. E' un meccanismo intrinseco.
La cosa vale anche per me.
Leggo un po' di tutto e vado a periodi: c'è il periodo thriller, c'è il periodo grandi classici, c'è il periodo romanzi storici e biografie, c'è il periodo rosa. Ora sono decisamente nel periodo rosa.
Bazzico  librerie, kobo store, amazon e biblioteche alla ricerca di sempre nuove nuance di rosa.
Le recensioni mi influenzano? Sì e no e il perché è presto detto.
Per la categoria romanzi rosa, o per come l'intendo io, contemporary fiction on young women's life, le recensioni si somigliano tutte, e sempre più spesso incappo nella frase "FINALE SCONTATO".
Al che penso: ma come diavolo ti viene in mente di scrivere "finale scontato"?!?!? E' una romanzo rosa, per definizione c'è l'happy ending.
Se ti stai mettendo a leggere un romanzo rosa, lo sai già che al comparire del primo personaggio maschile, la protagonista finirà inevitabilmente per baciarlo/andarci a letto/sposarlo/viverci insieme. E' il principio dei romanzi rosa. Sono romantici, parlano d'amore, finiscono bene.
Altrimenti si chiamerebbe "dramma rosa", per cui cambierei titolo alla categoria e, invece di "rosa" li chiamerei romanzi "bordeaux".
Finale scontato? Direi di no. Romantici part-time? Assolutamente sì.
Credo che chi trova i finali dei romanzi rosa "scontati", sia un romantico a mezzo servizio.
Un romantico part-time è una persona trova bella una relazione, carino un bacio, gradevole la scena dell'appuntamento, ma che sbiellano completamente davanti all'happy-ending.
Me li immagino, arrivati all'ultima pagina, che borbattona tra loro e loro dicendo "io lo sapevo, io l'avevo capito, è così ovvio che finivano insieme"!! Al che vorrei dire loro: non hai in mano le avventure di Sherlock Holmes, ma un romanzo rosa. Non ha come scopo la suspance, ma farti sorridere pensando che anche tu vivrai. un giorno, prima o poi, una scena altrettanto romantica.
I thriller di Patricia Cornwell sono fatti per chi vuole indagare, i romanzi rosa per chi vuole sognare un po'.
Quindi sì, prendetelo come un assioma. I romanzi rosa hanno finali prevedibili, hanno finali romantici, ma quando chiudi un romanzo rosa, non puoi non sorridere.
Scrivo romanzi rosa per piacere, per divertimento, per cui mi assumo la responsabilità di un finale prevedibile.
Un consiglio ai romantici part-time: fate qualche straordinario.

lunedì 7 luglio 2014

Booktrailer


Booktrailer del mio primo romanzo.
Per chi l'ho scritto? Per le sognatrici.
Quando leggerlo? Quando non si vuole pensare alla giornata appena passata.
Perché leggerlo? Perché negarsi una risata?! Ridere fa bene al cuore ed è un lifting naturale.

sabato 5 luglio 2014

Welcome Home

"Entra, accomodati. Posso offrirti una tazza di te, biscotti, o un bicchiere di vino?"
Spero che le mie storie ti facciamo sentire come una chiaccherata con una vecchia amica.
 
"Hai avuto una brutta giornata? problemi al lavoro? Il ragazzo ti ha lasciato? Estratti conto della banca? O forse ti senti solo grassa...
I miei libri saranno la tua copertina calda, alla sera, e spero che per un pò terranno lontane le tue preoccupazioni, e ti strappino un sorriso.
 
Abbiamo tutte bisogno di ridere. Ridere fa bene al cuore, ridere libera endorfine, ridere è un lifting naturale.
Abbiamo tutte bisogno di sognare. Sognare fa bene alla vita, sognare ci da la forza di andare avanti.