giovedì 9 novembre 2017

Il mio prossimo romanzo: primi indizi.



Abbiamo lasciato Jemma e Ashford a vivere il loro lieto fine nello sfarzo di Denby Hall, con il loro matrimonio di convenienza che si è trasformato in un matrimonio d'amore.
Ora, voglio iniziare a parlarvi del romanzo che uscirà a gennaio 2018 (come già annunciato precedentemene su questi schermi) sempre con Newton Compton Editori.


Il titolo è "Bugiarde si diventa" e i protagonisti di questa storia sono matti da legare. Forse non tutti, ma una lo è di certo. Okay, due. Forse tre...
Avremo equivoci, doppie identità, scambi di persona e, come dice il titolo stesso, BUGIE.
Cos'è una bugia? Cosa la rende tale?
Dopo averci scritto un romanzo sono giunta alla conclusione che ciò che fa di una bugia l'essere bugia è il solo fatto di venire a galla... finchè nessuno la scopre, questa è per tutti la verità.
Tanto più bravo è il bugiardo, quanto minori sono le probabilità di farsi beccare e la nostra protagonista, da principiante delle bugie, diventerà una maestra della faccia di bronzo.
In attesa della sinossi ufficiale inizio a presentarvi un po' la nostra compagna d'avventura.
Charlotte è una brava ragazza, basta a se stessa, lavora sodo e si fa in quattro per non deludere le aspettative degli altri. Inizia mille diete senza riuscire a finirne una, le piacciono i bei ragazzi anche se non ha mai pensato di meritarsene uno, accontentandosi del primo che la degna di attenzione, e dalla fine dell'ultima relazione è diventata una pantofolaia.
Darà una svolta alla sua routine, anche grazie ad un'amica fuori dal comune, trovandosi una doppia identità, quella di Beatrix Beaufort, e inserendosi in un ambiente che non le era mai appartenuto, tra ereditiere festaiole e star del cinema.
Questo gioco di vite parallele è costruito su un castello di bugie, prima innocenti, poi sempre più articolate, una tira l'altra, al punto che finiranno per portarle un sacco di guai.
E se tra tutte queste bugie, Charlotte fosse inciampata nell'amore?
Certo, ci sono le bugie, ma è pur sempre un romanzo rosa e l'amore non può mancare.
Vorrei dirvi di più, vorrei raccontarvelo tutto, ma devo impormi di non spoilerare!!!
Lo so che fin da piccoli i genitori ci dicono che le bugie sono sbagliate ma, ehi, alzi la mano chi non ne ha mai detta una.
No! Non provarci! Lo so che l'hai detta anche tu... sì, quella volta, sai di che parlo.

Se anche voi, nella vita, avete dovuto passare qualche guaio per una bugia che credevate innocente, be'... "Bugiarde si diventa" è il romanzo per voi.
Se vi siete domandati, almeno una volta, come sarebbe cambiare vita per un po', "Bugiarde si diventa" è il romanzo che state cercando.
Se anche voi non sapete ancora chi siete e fantasticate di essere qualcun'altro... indovinate un po'? "Bugiarde si diventa" parla proprio di questo!


Come imbonitrice sono un fallimento totale, chi mi conosce sa che non sono capace di blandire o indorare la pillola, ma se vi ho incuriosito almeno un po', state sintonizzati perchè da qui a gennaio, le bugie saranno il piatto forte, dopotutto... le bugie hanno il loro fascino.

martedì 24 ottobre 2017

David Mamet. Masterclass di scrittura e drammaturgia.


Non sono nessuno per permettermi di dare lezioni di scrittura, qui lo dico e qui lo confermo, infatti, mi sono sentita in dovere di assistere alla lezione accademica di David Mamet sulla scrittura e la drammaturgia.
David Mamet è la mente dietro la sceneggiatura de Gli Intoccabili, capolavoro di Brian De Palma; David Mamet è il premio Pultizer 1984 per  Glengarry Glen Ross; David Mamet ha lavorato con Ridley Scott, De Niro, David Mamet...okay, questa è la sua pagina Wikipedia, andatevela a guardare e spaventatevi davanti al suo curriculum.
Mamet è prima di tutto uno sceneggiatore, ma lo sceneggiatore che fa? Scrive! Non è un mistero che negli ultimi vent'anni i romanzi siano diventati la fonte preferita di Hollywood dai quali trarre film e penso che non esista uno scrittore che non culli in sé la fantasia di ricevere una telefonata del tipo "Ehi, il tuo romanzo è una bomba, la Paramount vuole farci un film. Riesci a venire a Los Angeles per lunedì?"
Okay, sto divagando, ma il succo è questo: Masterclass è una piattaforma americana che prende i migliori professionisti di ogni settore e li mette davanti a una videocamera a impartire una lezione accademica sul loro lavoro. Quando ho visto che era disponibile la videolezione di Mamet ho detto: "Va bene, da lui, ho solo da imparare, fossero anche barzellette su Pierino".
Perché dico che è un regalo per voi? Perché la lezione di Mamet dura 5 ore, è tutta in inglese e soprattutto, accedervi costa 90 dollari. 
Quindi ho deciso di condividere con voi, amiche appassionate di lettura e scrittura, gli appunti che ho preso (8 pagine).
Di cosa ha trattato la lectio di Mamet? Questi sono i temi, così, se non ve ne frega niente, potete chiudere, qui, invece se v'interessa, potete prendere appunti (vi sto facendo risparmiare 90 dollari e 5 ore di vita, apprezzatemi).
1- Scopo del dramma (prosa);
2 - Regole del dramma;
3 - Le idee per la storia;
4 - I personaggi;
5 - La trama;
6 - Strutturare la trama;
7 - I dialoghi;
8 - Narrazione ed esposizione;
9 - Le scene;
10 - Il processo di scrittura;
11 - Verità e bugie;
12 - La vita di un drammaturgo.

Per chi è rimasto in linea ecco a voi le tavole della Legge.
Primo comandamento: il protagonista vuole qualcosa quindi lo scopo della storia è seguire il suo viaggio nell'ottenere quel qualcosa (che sia un obiettivo concreto - soldi - o astratto - amore).
La storia è il prodotto della meccanica causa - effetto.
Le storie, per incatenarci, hanno un potenziale drammatico e questo potenziale è dato dalla deformazione degli eventi. Esempio: "ti ho aspettato quaranta minuti" è la realtà, "ti ho aspettato un'ora" è la storia. Un'ora ha più impatto drammatico che non quaranta minuti... e il lettore non andrà a controllare quanto il nostro protagonista ha effettivamente aspettato.
Secondo comandamento: la buona prosa non insegna. Lo scopo dell'autore non è rendere migliore chi legge, dargli idee, combattere cause, LO SCOPO E' INTRATTENERE!
Usare i personaggi per inculcare le tue idee personali nel lettore è disonesto. Il lettore ha già le sue idee e se vuole opinioni politiche, sociali, economiche va a vedersi il telegiornale.
La prosa serve a sospendere il processo razionale del lettore.
Spiegare le cose è pesante e non è intrattenimento, è fare i maestrini.
Terzo comandamento: tu racconti una storia, e la storia inizia sempre quando gli eventi precipitano, quando qualcosa sovverte il mondo del protagonista e gli impone una trasformazione.
Questa trasformazione provoca 2 emozioni: paura e empatia, ovvero, l'ansia per l'imprevedibilità degli eventi e il lettore s'immedesima con il protagonista.
Quarto comandamento: STAY SIMPLE. Il barocco lo lasciamo al '700. Il tuo obiettivo, scrittore, è arrivare al lettore e se ti mantieni su una linea semplice, il lettore capisce e viaggia con la storia.  
Ogni scena deve contenere un tentativo di ottenere ciò che il protagonista vuole, fallisce, ritenta, ottiene più informazioni, incontra nuovi problemi, MA IN OGNI SCENA DEVE SUCCEDERE QUALCOSA CHE FA PROGREDIRE O ARRICCHISCE LA STORIA.
Quinto comandamento: i tre atti. Primo atto: la situazione del protagonista si ribalta; secondo atto: il protagonista tenta di risolvere i problemi; terzo atto: il protagonista mette insieme le soluzioni.
Sesto comandamento: butta tutto ciò che non è trama. Esempio: nella città in cui è ambientato il romanzo c'è un posto bellissimo che a te piace tanto e allora manipoli la storia in modo che il protagonista finisca in quel posto. SBAGLIATO! Se ti piace tanto quel bar o quel museo, vacci tu! 
Settimo comandamento: se hai la sensazione che qualcosa vada tagliato, TAGLIA! Al lettore non interessano le tue scene preferite, se non fanno progredire la storia, vanno tolte.
Ottavo comandamento: smettila di dare le battute migliori al personaggio secondario. Questo capita perché l'autore ha paura di rendere il personaggio secondario TROPPO secondario... insomma, dopotutto il protagonista si cucca tutta l'attenzione. Ragionamento sbagliato.
Nono comandamento: fantastica sulla tua vita per raccogliere le idee. Ogni volta che fai una scelta, pensa sempre a cosa sarebbe mai potuto succedere se avessi scelto la strada opposta. Tipo Sliding Doors.
Decimo comandamento: i personaggi sono ciò che fanno. Non deve essere l'autore a mettere in testa al lettore che il protagonista è bello, bravo e simpatico. Il lettore lo deve capire attraverso le azioni. E non esagerare con il background a nessuno interessa la storia del protagonista a partire da Adamo ed Eva.
Undicesimo comandamento: c'è sempre una crisi. Il protagonista, a circa 3/4 del romanzo deve andare in crisi, sentirsi smarrito, e credere che fallirà il suo obiettivo (la famosa selva oscura di Dante, per intenderci). Il momento confessionale servirà a rinfondergli nuova sicurezza.
Dodicesimo comandamento: i dialoghi devono avere ritmo. Non sai cos'è il ritmo? Leggi uno scambio di battute qualsiasi di Shakespeare. Nella vita non parliamo per dare informazioni, ma per ottenere risultati, quindi i nostri protagonisti non possono blaterare a vanvera. Come capire se il dialogo funziona? Leggilo ad alta voce.
Tredicesimo comandamento: non annoiare con i fatti, essere troppo specifici non aiuta nessuno. Esempio: "Siamo nell'ufficio del presidente, a Washington". E' OVVIO che se siamo nell'ufficio del presidente, siamo a Washington! Togli quel Washington! 
Quattordicesimo comandamento: se una scena annoia te, annoierà anche il lettore. O la butti o la riscrivi. Nel secondo caso, serve una chiave diversa.
Quindicesimo comandamento: quando scrivi non devi avere distrazioni intorno. Scrivere è pensare. La procedura effettiva di digitare è la fine del processo intellettuale. Quando digiti devi avere tutto in testa. E' un po' come costruire una casa, devi avere il progetto pronto prima, non puoi mandare i muratori in cantiere e dirgli "iniziate e costruire" se neanche loro sanno cosa devono fare. Lo dico da architetto (almeno questo, posso permettermelo).
Sedicesimo comandamento: non approfittare della sospensione dell'incredulità. Chi legge una storia, non la contesta, perché lo fa nello spirito di godersi l'intrattenimento. I fatti non vengono messi in discussione, ma ciò non ti esime dal dare informazioni corrette. Esempio: gli zombie esistono ma Parigi rimane la capitale della Francia!
Diciassettesimo comandamento: la prosa si basa sulle bugie. Se qualcuno nel romanzo mente, l'azione ha un innesco automatico. 
Informazione di servizio: il mio prossimo romanzo in uscita si chiama Bugiarde si diventa. Le bugie hanno sempre il loro fascino.
Diciottesimo comandamento: riscrivi. Finisci di scrivere, ti senti un genio, leggi il tuo lavoro, ti fa schifo, lo correggi, ti senti un genio, ... da capo.
Diciannovesimo comandamento: sii critico con te stesso. C'è il tuo nome su quel libro!!!! Auto dubita, mettiti in discussione e non farti i complimenti da solo, o vuol dire che stai sbagliando qualcosa.
Ventesimo comandamento: vuoi scrivere? Scrivi. Agisci. Evita l'inattività, non aspettare che accada qualcosa di miracoloso. Ogni giorno fai qualcosa che ti porti al tuo obiettivo: leggi, scrivi, studia, esci, fai cose, parla con la gente, chiedi, pensa. La cosa peggiore che può succedere, se provi, è di non riuscire...MA SE RIESCI?

Sì, lo so, Dio di comandamenti ne ha dati 10, ma io ho seguito la masterclass di Mamet.
Spero che, a quelle di voi che amano scrivere, queste pillole di un monumento della sceneggiatura siano piaciute. Io me le sono bevuta e spero, nel mio futuro di metterle in pratica al meglio. 

martedì 17 ottobre 2017

Era meglio... IL FILM


No, no, non ho sbagliato. Questo giro spezzo una lancia a favore della pellicola.
Ogni volta che viene tratto un romanzo da un libro di successo, vado al cinema carica di aspettativa ed esco delusa e amareggiata, con sempre la solita frase in bocca: "Il libro era meglio".
Questa potrebbe essere assunta come una verità universalmente riconosciuta, insieme a "Un uomo in possesso di una cospicua fortuna dev'essere alla ricerca di una moglie".
E INVECE NO.
Ebbene, ho la bellezza di tre esempi per i quali il film, a mio parere personale, è di parecchie spanne davanti al libro.

Per creare un po' di suspence partirò dalla posizione numero tre.
Emma, tratto da Emma di Jane Austen.


Quello con Gwynneth Paltrow, per intenderci. Correva l'anno 1996.
A pelle la sensazione è stata quella, il film ha dato dinamismo ad alcune parti statiche del romanzo, ha arrotondato il personaggio di Emma che sulla pagina a tratti era un po' piatto e ha vivacizzato Mr. Knightley che nel libro sembrava una caricatura un po' più smorta di Mr. Darcy (mancando l'acredine iniziale che c'era tra Lizzie e Darcy, gli scambi tra Emma e Knightley risultavano meno vivaci).
Se non avessero mai girato il film, Emma sarebbe comunque rimasto un capolavoro letterario, ma sotto questa luce, la pellicola è del tutto all'altezza dello scritto se non migliore.
A chi interessa una ventata di freschezza, Ragazze a Bevery Hills è la rivisitazione in chiave moderna di Emma e lo trovo altrettanto riuscito. Alicia Silverstone da 110 e lode.
Perfetto per avvicinare ragazze neo-adolescenti alla Austen.
E per crogiolarsi nella nostalgia anni Novanta.

Saliamo un gradino e alla numero due vediamo chi c'è.
Io prima di te, tratto da Io prima di te di Jojo Moyes.


Sarò onesta, è andata così: ho visto prima il film poi ho letto il libro. Fatemi causa.
Belli entrambi, ma nel film Lou mi è risultata meno patetica. A tratti, nel libro, la chiamavo #LouMaiNaGioia.
Nel film la sua goffaggine risulta più comica che fastidiosa (diciamo ingenua), mentre nel romanzo sembra quasi un richiamo ad Anastasia di Cinquanta Sfumature, quindi anche basta.
Anche il rapporto con Pat: nel libro ho percepito una Lou più succube, mentre nel film capisco che sta con lui solo perché crede di doversi accontentare e farsi bastare ciò che ha.
Non ho letto il seguito perché ho deciso in modo del tutto arbitrario che Io prima di te è auto-conclusivo.

Veniamo alla numero uno, signori e signore della giuria!
Il diavolo veste Prada, tratto da Il diavolo veste Prada di Lauren Weisberger.


Una Meryl Streep immensa, Stanley Tucci uomo chiave e grande prova di maturità recitativa di Anne Hathaway.
Per non parlare dello sceneggiatore: bacerei la terra su cui cammina.
Ritmo serrato, come piace a me.
Il libro, passa in secondo, per non dire terzo piano, rispetto al film.
Ha come unico pregio quello di aprire gli occhi sugli isterismi del mondo della moda, ma finita lì.
Dalla prima all'ultima pagina è tutta un'accozzaglia di nomi di stilisti e designer che dopo un po' ti stanchi di leggere.
Le dinamiche tra i personaggi non sono molto chiare e da parte mia non sono riuscita a empatizzare con la protagonista.
Ammetto di aver faticato non poco a leggerlo, trovandolo lento all'inverosimile, mentre il film non ti accorgi nemmeno di averlo visto da quanto scorre. Ti tira dentro al punto che una volta spenta la TV, se senti squillare il telefono, pensi "Oddio, Miranda".

Magari queste mie impressioni non sono condivisibili al 100%, ma credo che almeno una volta nella vita, tutti abbiamo visto un film migliore del libro. Voi che dite?

lunedì 9 ottobre 2017

Questione d'immagine

"Non si giudica un libro dalla copertina".
Questa affermazione è tanto nobile quanto falsa.
Io per prima non nego che il libreria il mio occhio si fa catturare dalle grafiche più sgargianti, ma non sono poi neanche il tipo che acquista un libro solo sulla base dell'estetica.
Un romanzo potrà anche avermi sedotto con una copertina accattivante, ma se leggendo la sinossi lo sento lontano dai miei gusti, torna sullo scaffale dove l'ho trovato.
Se dovessi mettermi a disquisire sull'universo copertine di ogni genere librario potrei tranquillamente stendere un trattato che il testo di Giulio Carlo Argan sull'arte contemporanea è un manualetto, a confronto.
Scherzo, che il maestro Giulio Carlo non se la prenda con me.
Comunque, parliamo delle copertine dei romanzi rosa.
In anni di lettura e acquisti (e più recentemente, pubblicazione) ho individuato due categorie di copertine: quelle fotografiche e quelle grafiche.
Il primo gruppo contempla scene di coppia, affettuose e romantiche, con Lui e Lei stretti in un abbraccio o in procinto di baciarsi o, in alternativa, solo la Lei che guarda l'obiettivo con sguardo ispirato/trasognato e un paesaggio più o meno suggestivo alle spalle.
Il secondo gruppo, ricompone in grafica vettoriale o disegni stilizzati quelli che possono essere gli elementi chiave del romanzo.
Posso dire che il mio gusto personale è schierato a favore del gruppo n.2, ovvero, la copertina in grafica.
Sono arrivata a questa decisione dopo aver notato come alcuni romanzi stranieri, con copertina originale in grafica, arrivassero in Italia con copertina fotografica e l'impatto risultava del tutto stravolto.
Esempio: i romanzi di Julia Quinn, edizione inglese contro edizione italiana.




Credo salti all'occhio di tutti quanto il cambio di copertina cambi l'impatto sull'occhio della lettrice. La copertina originale mi comunica allegria, una storia divertente, frizzante, romantica ed elegante; la copertina fotografica della versione italiana mi trasmette meno qualità positive, riducendo il tutto a un gioco di seduzione stereotipato e prevedibile.
Questa impressione cambia anche lo stato d'animo con cui si affronta la lettura e credo che la copertina in grafica premi di più il contenuto che ci apprestiamo a leggere.
Poi, passando dal genere rosa all'erotico, le copertine fotografiche si riducono a un uomo seminudo ritratto in bianco e nero con addominali scolpiti che l'Apollo di Fidia può accompagnare solo.
Discutibile, dài... anche nell'erotico, oltre al nudo c'è di più!!! Facciamolo sto sforzo!
Credo di parlare a nome di tutte dicendo che vorrei che tutti i romanzi della mia libreria avessero copertine degne del loro contenuto.
E voi per che squadra tifate? Copertina fotografica o copertina grafica?



giovedì 28 settembre 2017

Le cose che piacciono a me tag


Chi ha visto Tutti insieme appassionatamente, dal titolo ricorderà la canzone che cantava freulein Maria ai sette ragazzi Von Trapp per far passare loro la paura del temporale.
Cosa? Non avete visto Tutti insieme appassionatamente?! Non vi vergognate? Compiti per casa: recuperare subito!!!
Questo tag è la stessa cosa, ma non cantato (sono stonata e non ne faccio mistero) e in 26 punti elencherò, una per lettera dell'alfabeto, le cose che piacciono a me.
E come ogni buon tag che si rispetti, copiatene, incollatene e condividetene!

A - Amazon: sì, mi sono votata all'e-commerce. Come Faust ho venduto l'anima per l'abbonamento Prime, spedizione gratuita in quarantotto ore. Non posso più farne a meno, anche solo per ammazzare la noia in fila in banca, sfodero la app e mi metto a sbirciare le offerte del giorno anche se poi non compro niente.
B - Book fotografici: sì, quei mattoni che si vedono nelle riviste di arredamento, poggiati con nonchalance su tavolini da caffè per dare all'ambiente un allure cultural chic. Amo soprattutto quelli di moda e viaggi e mi perdo a sfogliarne le pagine patinate. L'unica pecca: sono da spolverare un giorno sì e uno no.
C - Cannella: la metterei ovunque (assieme all'uvetta). Ha un sapore confortante. Sì, se fossi una spezia sarei la cannella.
D - Dorayaki: le focaccine giapponesi cugine dei pancake (ma senza burro). Se non le avete mai assaggiate datemi retta, non fatelo. Dopo il primo morso scatta la dipendenza.
E - Etnico: 4 volte su 5 che esco a cena, la scelta cade  su un ristorante etnico. Che sia messicano, giapponese, cinese, persiano, greco, indiano, se mi proponete cibo etnico la mia risposta sarà sempre sì.
F - Formaggi: in una vita precedente devo essere stata un topo perché ho una predilezione per ogni tipo di prodotto caseario. Potrei svuotare l'intero bancone del reparto formaggi di un supermercato, senza esclusioni: freschi, stagionati, duri, molli, delicati o puzzolenti... lasciate che i formaggi vengano a me.
G - Grafica vettoriale: per le copertine (che siano libri, riviste o depliant) trovo più elegante una illustrazione in grafica che non fotografica.
H - Hobbystica: non c'è negozio in cui io mi senta a mio agio quanto in uno di hobbystica, fai-da-te e bricolage. Uomo, vuoi fare colpo? Portami da OBI, BricoIO o LeRoy Merlin e sarò perdutamente tua. No ai fiori, sì alle brugole!
I - Ikea: diciamocelo, esiste una giornata più bella di quella in cui ti trovi il nuovo catalogo nella buca della posta?
J - Jane Austen: chiunque scriva o legga romanzi rosa, ha con lei un debito d'onore enorme.
K - Knight Frank: l'agenzia di consulenza immobiliare di lusso che tratta gli immobili più esclusivi del mondo. Avete mezz'ora buca da riempire? Perché non sognare un po' guardandosi le foto di mega attici con vista su Central Park, palais in affaccio sulla Senna, castelli nella campagna inglese o megaville a Mustique in vendita alle modiche cifre di 50 milioni di euro e fingere per un attimo di essere interessate all'acquisto? Vi lascio il link perché tanta bellezza va condivisa: Knight Frank
L - Liquirizia a rotelle: se non srotoli la rotella, godi solo a metà.
M - Maps: se non esistesse questa app di Google, sarei finita su Chi l'ha visto già anni fa. Mi salva sempre, e spesso e volentieri svolge un ruolo chiave nella ricerca per la stesura dei miei romanzi.
N - Netflix: e lo streaming in generale. Amo le serie TV e mi piace vedere quello che voglio, quando lo voglio e dove lo voglio. In più, per una che non riesce ad aspettare l'uscita di una serie straniera in italiano, è una mano santa.
O - Odore della benzina: non depone a mio favore, ma quando vado a fare rifornimento non posso non cercare con il naso l'odore denso e oleoso della benzina. Ma non credo di essere la sola...
P - Peluches: mi fanno una tenerezza esagerata ed entrare in un negozi di giocattoli è quantomai pericoloso. Vederli sugli scaffali che mi guardano con quegli occhioni acquosi mi fa stringere il cuore e sento l'impulso di comprarli tutti per dargli una casa. Tanto per rendervi conto dell'entità del problema, ho due orsetti Paddington identici, ma uno ha l'impermeabile rosso e quell'altro blu. Li dovevo avere tutti e due.
Q - Queen Elizabeth II: la sovrana d'Inghilterra è la regina per antonomasia, per me un'icona di tradizione e solidità e, a modo suo, anche pop. Poi diciamocelo, senza monarchia, i Sex Pistols non sarebbero mai diventati famosi.
R - Rumore del fuoco che scoppietta: ipnosi immediata.
S - Sex & the City: su Fox le puntate vengono trasmesse a rotazione e io non smetto mai di guardarmele e riguardarmele. La serie TV più riuscita di sempre.
T - Tacchi: ho un'autentica venerazione per lo stiletto e potendo non userei altro. Sono un boost per l'autostima.
U - Uno: a trent'anni ancora gioco partite ai confini della perdita della dignità, mettendo a rischio solide amicizie con piogge di +4.
V - Vestaglie: un vezzo dannunziano se volete, ma le "vesti da camera" in satin, seta, pizzo, cachemire, crepe de chine esercitano su di me un fascino irresistibile. Me la butto addosso, stringo il fiocco ed è subito Hollywood anni '30. Sarà davvero finita quando mi comprerò una chaise longue.
W - Woody Allen: l'ironia nevrotica e paranoica dei suoi film con me colpisce sempre nel segno. Genio puro. Se vi dovessi consigliare 3 suoi film per iniziarvi al suo cinema, direi Basta che funzioni, Match Point e Scoop. Prendete un week-end di pioggia, pop-corn fatti in casa, una bottiglia di bianco frizzante (meglio Chardonnay) e godeteveli. Sì, pop-corn e Chardonnay, avete letto bene. Danno il meglio di sé se sui pop-corn sciogliete del burro e grattate sale rosa.
X - X-Factor: ogni anno mi dico "Questa edizione non la guardo" e poi finisco sempre per piazzarmi sul divano, in prima serata, dolby surround a paletta e tazza di tè che neanche fossi il quinto giudice.
Y - Yankee Candle: ho combattuto per anni l'acquisto delle malefiche candeline, poi le ho trovate in sconto e mi sono detta "Perchè non provarne una" e da lì iniziò il delirio. In casa non devono più mancare... e non ho ancora trovato un aroma che non mi piaccia.
Z - Zucca: buona, economica e versatile. La vuoi dolce? Ci fai una torta. La vuoi salata? Ci fai una zuppa. Puoi farci un primo (ripieno per tortelli), un secondo, un contorno o un dessert. Se hai della zucca in casa, non morirai di fame.

Ogni tanto fa bene elencarsi ciò che si ama e per dare una sferzata di positività alla vostra vita, vi suggerisco di fare lo stesso.

mercoledì 20 settembre 2017

La mia vita dopo Instagram


Io non sono mai stata una precisina, gne gne gne, anzì.
Se dovessi descrivermi direi che sono più una buttona, una appoggiona, una di quelle che se ha una cosa in mano la mette lì e ce la lascia per mesi (tipo i vestiti che si accumulano sulla sedia una volta che li ho smessi).
L'ho sempre fatto con tutto, con l'eclatante risultato di non ricordarmi dove mettevo le cose.
Poi è arrivato Instagram.

Come spiegai in un vecchio post, nel 2017, se non sei sui social non esisti e quindi mi sono convinta ad aprire un profilo per entrare in contatto con altre scrittrici, blogger, lettrici e condividere un aspetto più privato di Felicia.
Ora, non serve un guru dei social media per capire che le foto su Instagram si dividono in belle e brutte, ma cosa fa di una foto la bellezza o la bruttezza?
Risposta: l'abbinamento dei colori (ciao spettro cromatico), la luce, i contrasti, la messa a fuoco (troppo spesso sottovalutata), il contenuto (per dire, i calzini sporchi sul pavimento magari anche no); la composizione (oggetti allineati geometricamente o buttati casual).
 


Instagram mi ha aiutato a smussare la mia fibra di appoggiona.
Trovandomi nella condizione di scattare foto estemporanee per casa, non avendo uno studio dotato di luci e apparati fotografici ad hoc, sono stata costretta a mettere in ordine.
E con ordine non intendo semplicemente "le cose al loro posto", ma proprio comporre lo spazio intorno a me.
Voi direte: Grazie, sei un architetto!
Ma il difetto degli architetti è fare a casa degli altri ciò che non si fa a casa propria (nel bene e nel male), nel mio caso comporre l'ordine.
Per fare un esempio più semplice, vi parlo del cibo.
Non sono una cuoca, mi limito a poche semplici ricette collaudate, ma la mia pecca è sempre stato l'impiattamento: non ho mai dato troppo peso a come mettevo il cibo nel piatto finché non si è presentata l'eventualità di fotografarlo prima di mangiarlo.


Sono stata costretta a studiare, seppur non a livelli da ristorante stellato, come impattare le pietanze da me cucinate.
Non fotografo TUTTO, ma questa deformazione si è allargata a macchia d'olio: rifare il letto non è più solo coprirlo, ma tirare bene le lenzuola, sprimacciare i cuscini e allinearli per forma e colore; riordinare la scrivania non è ficcare tutto nei cassetti, ma posizionare ogni oggetto dove mi serve vederlo subito, riunendo le suppellettili per gruppi (il ripiano dei blocchi appunti, il ripiano dei porta penne, il ripiano delle candele); pulire la cucina non è solo igienizzarla, ma darle un aspetto allo stesso tempo funzionale e accogliente.
In giro voglio vedere meno cianfrusaglie possibile perché raccolgono polvere e a occhio generano un effetto di disordine anche se disordine non è.
Una composizione ordinata trasmette al cervello messaggi positivi comparabili a una sensazione di appagamento e aiuta a ragionare meglio.


Con questo non voglio essere fraintesa come quella che è rimasta traviata dai social, ma più che altro riconosco che Instagram è riuscito là dove anni di urla di mia madre non sono mai arrivati: a farmi tenere le cose a posto.
Quindi, se anche casa vostra è un casino, se per quanto pulite non vi sembra mai a posto, seguite questo bizzarro consiglio: scattate foto delle stanze, guardatele attraverso la lente Instagram e capite cosa va tolto/aggiunto/spostato/sostituito. Può sembrare assurdo, ma potrebbe essere d'aiuto.
No al feng shui your house, ma sì al Instagram your house (and life).
Anche voi siete state contagiate?

lunedì 11 settembre 2017

Cara giovane me


Il termine "giovane" è relativo, lo riconosco, ma siccome i 30 anni stanno arrivando inarrestabili, ho pensato che se avessi la possibilità di tornare indietro nel tempo e incontrare la giovane me (poniamo a quindici/sedici anni), mi piacerebbe dirle alcune cose, darle qualche consiglio e svelarle qualche dettaglio del futuro per consolarla.
Queste sono le venti cose, serie e meno serie che avrei dovuto sapere:
1- I voti a scuola non sono voti nella vita. Quel sei e mezzo che ti ritrovi sempre e comunque non ti definisce, non vuol dire che sei una persona mediocre o poco più che sufficiente;


2 - All'università spaccherai il culo, avrai grandi soddisfazioni e il tuo libretto degli esami potrai incorniciarlo. Ti laureerai in anticipo e a 24 anni sarai anche già abilitata all'esercizio della professione, ma... GODITELA! Questo periodo non tornerà mai più quindi puoi permetterti di perdere un po' di tempo e guardarti intorno. RALLENTA E RESPIRA;


3 - Tutti i ragazzi che ti piacciono e che non sanno nemmeno che esisti tra qualche anno te li troverai alla porta in fila. NON ROSICARE!


4 - Alcuni dei ragazzi di cui sopra, credimi, non valgono la pena, meglio che restino fantasie. SII SELETTIVA E FALLI SOFFRIRE;
5 - Smettila di lasciare le cose a metà, impara a finire quello che fai, soprattutto i romanzi. No, ora non sai di cosa sto parlando, ma tra poco sì;
6 - Datti la crema idratante mattina e sera e struccati prima di andare a dormire. ABBI CURA DELLA MIA PELLE!


7 - Quella festa a cui non sai se andare, quella cena a cui non sai se partecipare, quel concerto del quale non sai se prendere i biglietti...la risposta è "sì a tutto". OGNI LASCIATA E' PERSA;
8 - Non metterti a dieta, TROVATI UNO SPORT E FALLO BENE;
9 - Non farti i capelli castano scuro, non ti ci troverai bene e ti ci vorranno 2 anni a tornare al tuo colore;
10 - Quel ferro arricciacapelli sono soldi buttati, i tuoi capelli non si arricceranno mai!
11 - Imparerai ad apprezzare Leopardi. Sì, lo so, adesso lo odi, ma arriverai a capirlo;
12 - Le ragazze più carine della scuola, quelle che tutti vogliono, quelle di cui tutti parlano, tra dieci anni saranno dei casi sociali;


13 - Impara a scriverti le cose, hai il brutto vizio di scordartele;
14 - Quella minigonna di Dolce & Gabbana con la scritta oro sul sedere, costata un patrimonio, non la metterai mai;
15 - La tipa che ti bullizzava a scuola ,oggi, a 30 anni, ancora si sente qualcuno dando ordini a ragazzini delle medie su come montare tende e accendere un fuoco;
16 - Ora non sei una persona ansiosa, ma sappi che lo diventerai e non ci potrai fare proprio nulla, devi solo aspettare che passi;
17 - Non prendere MAI  decisioni capitali mentre hai il ciclo;


18 - Studiare tedesco per 8 anni e poi dimenticartelo è uno spreco;
19 - Non dare troppo peso all'opinione degli altri, non si può piacere a tutti;
20 - Anche se non farai nulla di ciò che ti ho detto sappi che sopravviverai benissimo.


E voi, cosa vi direste se potreste incontrarvi indietro nel tempo?